domenica, 25 Febbraio , 24

Pascale top nella ricerca e cura dei tumori neuroendocrini

Pioniere in Campania di questa terapia, tra le poche strutture accreditate a livello
europeo, inserite in Italia tra i centri di eccellenza ENETS (European Neuroendocrine
Tumor Society) per la cura e lo studio dei tumori neuroendocrini, l’Istituto dei tumori
di Napoli è tra i primi istituti di ricerca e l’unica struttura regionale di consolidata
esperienza, in grado di offrire una terapia oncologica innovativa che sta
rivoluzionando la cura del cancro a partire da una neoplasia rara, i Tumori
Neuroendocrini (NET), ma che in futuro potrà arricchire il ventaglio terapeutico di
numerose tipologie di tumori, tra cui presto il carcinoma alla prostata.
“I NET sono un gruppo eterogeneo di neoplasie che possono insorgere in molteplici
distretti e organi diversi, con sintomi variabili, a volte silenti, che li rendono non
facilmente identificabili – dichiara Salvatore Tafuto, direttore S.C. Sarcomi e
Tumori Rari presso l’ Irccs-. Sono una patologia rara con un'incidenza di 4-6  casi
ogni 100mila abitanti che corrispondono a circa 200 nuovi casi nella nostra regione,
di cui il 75%, pari a 130 nuove diagnosi, riguardano il tratto digerente”.
Per questo tipo di tumori una delle armi più efficaci a disposizione è proprio la
terapia con radioligandi, seppur finora accessibile per i tumori neuroendocrini  ben
differenziati soltanto come seconda linea di trattamento. La terapia con radioligandi è
la nuova frontiera della medicina di precisione in ambito medico-nucleare, in grado di
“taggare” e colpire insieme le cellule tumorali, distinguendole selettivamente da
quelle sane, senza danneggiarle. I radioligandi sono killer di precisione capaci di
individuare le cellule tumorali più nascoste, ovunque si trovino e di annientarle una
per una. I radioligandi sono composti da due elementi: una molecola “ligando”, cioè
un vettore in grado di riconoscere e legarsi alle cellule tumorali che, nella fase
terapeutica, viene “agganciata” a un isotopo radioattivo trasportato direttamente sulle
cellule malate. Raggiunto il bersaglio finale l’isotopo irradia selettivamente le cellule
tumorali, provocandone la morte.
Uno studio recente (NETTER-1) ha dimostrato che la terapia con radioligandi è più
efficace rispetto ad altri trattamenti finora disponibili, ma risultati ancora più
incoraggianti sono emersi nello studio NETTER-2 che verrà presentato a breve al
congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO).
“Lo studio, il più ampio mai realizzato, vede l'Italia capofila a livello mondiale e il
Pascale tra i primi istituti in termini di arruolamento dei pazienti e di contributo a
livello internazionale – aggiunge Tafuto, che ha coordinato lo studio  NETTER-2 a

livello nazionale -. I risultati sono davvero entusiasmanti in termini di efficacia e
tollerabilità con un impatto molto favorevole sulla qualità di vita dei pazienti.
Risultati così eclatanti che cambieranno la pratica clinica, spostando la terapia con
radioligandi dalla seconda alla prima linea di trattamento nei tumori neuroendocrini
del tratto gastrointestinale”.
In Campania il Pascale e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II sono ad
oggi i due soli centri autorizzati alla somministrazione della terapia con radioligandi.

“Il Pascale è certamente un punto di riferimento per molti pazienti del Sud, pur
tuttavia assistiamo ancora , anche se in maniera ridotta rispetto ad un recente passato,
a una migrazione sanitaria verso regioni dove i pazienti provenienti da altre aree
d’Italia vengono attratti da percorsi preferenziali. Un fenomeno che si registra
soprattutto per la fase diagnostica e di stadiazione della malattia, momento che il
paziente vive con un senso di urgenza e che mal si concilia con i tempi di attesa
necessaria per le prestazioni in alcune strutture regionali – continua l’esperto –.
Nonostante ciò, in virtù della grande e riconosciuta esperienza dei centri campani, il
paziente in generale tende a effettuare in regione la terapia. In particolare, il Pascale
vanta una trentennale esperienza nel campo della terapia radiorecettoriale.  Una
potenziale criticità resta comunque la carenza in Regione Campania del numero di
posti letto dedicati a quei pazienti che possono giovarsi della terapia con radioligandi.
I numeri sono ancora troppo bassi rispetto alle strutture settentrionali e, pertanto,
andrebbero assolutamente ampliati”.
Fulcro della terapia con radioligandi è poi il team multidisciplinare, già istituito al
Pascale, centro coordinatore della Rete Oncologica Campana. Qui,  soltanto dopo una
valutazione multispecialistica del caso clinico, definita appunto multidisciplinare, che
metta insieme competenze specialistiche diverse ma necessarie, come l’oncologo, il
medico nucleare, il chirurgo, l’endocrinologo il radiologo l’anatomopatologo,
l’endoscopista ecc,  viene assegnata la terapia con radioligandi. In tal modo, evitando
al paziente stesso di recarsi dai singoli specialisti, si favorisce la condivisione del
percorso terapeutico e una terapia quanto più adatta e personalizzata  possibile.

Pioniere in Campania di questa terapia, tra le poche strutture accreditate a livello
europeo, inserite in Italia tra i centri di eccellenza ENETS (European Neuroendocrine
Tumor Society) per la cura e lo studio dei tumori neuroendocrini, l’Istituto dei tumori
di Napoli è tra i primi istituti di ricerca e l’unica struttura regionale di consolidata
esperienza, in grado di offrire una terapia oncologica innovativa che sta
rivoluzionando la cura del cancro a partire da una neoplasia rara, i Tumori
Neuroendocrini (NET), ma che in futuro potrà arricchire il ventaglio terapeutico di
numerose tipologie di tumori, tra cui presto il carcinoma alla prostata.
“I NET sono un gruppo eterogeneo di neoplasie che possono insorgere in molteplici
distretti e organi diversi, con sintomi variabili, a volte silenti, che li rendono non
facilmente identificabili – dichiara Salvatore Tafuto, direttore S.C. Sarcomi e
Tumori Rari presso l’ Irccs-. Sono una patologia rara con un'incidenza di 4-6  casi
ogni 100mila abitanti che corrispondono a circa 200 nuovi casi nella nostra regione,
di cui il 75%, pari a 130 nuove diagnosi, riguardano il tratto digerente”.
Per questo tipo di tumori una delle armi più efficaci a disposizione è proprio la
terapia con radioligandi, seppur finora accessibile per i tumori neuroendocrini  ben
differenziati soltanto come seconda linea di trattamento. La terapia con radioligandi è
la nuova frontiera della medicina di precisione in ambito medico-nucleare, in grado di
“taggare” e colpire insieme le cellule tumorali, distinguendole selettivamente da
quelle sane, senza danneggiarle. I radioligandi sono killer di precisione capaci di
individuare le cellule tumorali più nascoste, ovunque si trovino e di annientarle una
per una. I radioligandi sono composti da due elementi: una molecola “ligando”, cioè
un vettore in grado di riconoscere e legarsi alle cellule tumorali che, nella fase
terapeutica, viene “agganciata” a un isotopo radioattivo trasportato direttamente sulle
cellule malate. Raggiunto il bersaglio finale l’isotopo irradia selettivamente le cellule
tumorali, provocandone la morte.
Uno studio recente (NETTER-1) ha dimostrato che la terapia con radioligandi è più
efficace rispetto ad altri trattamenti finora disponibili, ma risultati ancora più
incoraggianti sono emersi nello studio NETTER-2 che verrà presentato a breve al
congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO).
“Lo studio, il più ampio mai realizzato, vede l'Italia capofila a livello mondiale e il
Pascale tra i primi istituti in termini di arruolamento dei pazienti e di contributo a
livello internazionale – aggiunge Tafuto, che ha coordinato lo studio  NETTER-2 a

livello nazionale -. I risultati sono davvero entusiasmanti in termini di efficacia e
tollerabilità con un impatto molto favorevole sulla qualità di vita dei pazienti.
Risultati così eclatanti che cambieranno la pratica clinica, spostando la terapia con
radioligandi dalla seconda alla prima linea di trattamento nei tumori neuroendocrini
del tratto gastrointestinale”.
In Campania il Pascale e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II sono ad
oggi i due soli centri autorizzati alla somministrazione della terapia con radioligandi.

“Il Pascale è certamente un punto di riferimento per molti pazienti del Sud, pur
tuttavia assistiamo ancora , anche se in maniera ridotta rispetto ad un recente passato,
a una migrazione sanitaria verso regioni dove i pazienti provenienti da altre aree
d’Italia vengono attratti da percorsi preferenziali. Un fenomeno che si registra
soprattutto per la fase diagnostica e di stadiazione della malattia, momento che il
paziente vive con un senso di urgenza e che mal si concilia con i tempi di attesa
necessaria per le prestazioni in alcune strutture regionali – continua l’esperto –.
Nonostante ciò, in virtù della grande e riconosciuta esperienza dei centri campani, il
paziente in generale tende a effettuare in regione la terapia. In particolare, il Pascale
vanta una trentennale esperienza nel campo della terapia radiorecettoriale.  Una
potenziale criticità resta comunque la carenza in Regione Campania del numero di
posti letto dedicati a quei pazienti che possono giovarsi della terapia con radioligandi.
I numeri sono ancora troppo bassi rispetto alle strutture settentrionali e, pertanto,
andrebbero assolutamente ampliati”.
Fulcro della terapia con radioligandi è poi il team multidisciplinare, già istituito al
Pascale, centro coordinatore della Rete Oncologica Campana. Qui,  soltanto dopo una
valutazione multispecialistica del caso clinico, definita appunto multidisciplinare, che
metta insieme competenze specialistiche diverse ma necessarie, come l’oncologo, il
medico nucleare, il chirurgo, l’endocrinologo il radiologo l’anatomopatologo,
l’endoscopista ecc,  viene assegnata la terapia con radioligandi. In tal modo, evitando
al paziente stesso di recarsi dai singoli specialisti, si favorisce la condivisione del
percorso terapeutico e una terapia quanto più adatta e personalizzata  possibile.

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