martedì, 28 Maggio , 24

Melanoma, combinazione farmaci, il Pascale in anticipo di 3 anni sul SSN

Tutti i pazienti e non solo quelli della Campania in cura presso l’Istituto dei tumori di Napoli, colpiti da melanoma avanzato con metastasi cerebrali, potranno da oggi, e solo da oggi, in tutta Italia, essere curati con la combinazione di due farmaci, il Nivolumab e l’Ipilimumab. Ritenuta a livello internazionale la prima opzione di trattamento per le persone con metastasi cerebrali asintomatiche, indipendentemente dallo stato mutazionale del gene BRAF, questa combinazione fino ad oggi in Italia era praticata solo al Pascale grazie a una scelta di civiltà della Regione Campania che aveva deciso sin dal 2019 di garantirne la rimborsabilità per tutti i pazienti colpiti da questa malattia. Una scelta di civiltà scaturita dai numeri.

Un altro aspetto importante è rappresentato dal fatto che il 77 per cento dei pazienti vivi a 5 anni e che hanno ricevuto la combinazione non ha più avuto necessità di ricevere un trattamento sistemico. La duplice immunoterapia ha evidenziato un significativo ‘effetto memoria’: la sua efficacia si mantiene a lungo termine, anche dopo la fine delle cure.

Il provvedimento è da ieri sulla Gazzetta Ufficiale.

Tutti i pazienti e non solo quelli della Campania in cura presso l’Istituto dei tumori di Napoli, colpiti da melanoma avanzato con metastasi cerebrali, potranno da oggi, e solo da oggi, in tutta Italia, essere curati con la combinazione di due farmaci, il Nivolumab e l’Ipilimumab. Ritenuta a livello internazionale la prima opzione di trattamento per le persone con metastasi cerebrali asintomatiche, indipendentemente dallo stato mutazionale del gene BRAF, questa combinazione fino ad oggi in Italia era praticata solo al Pascale grazie a una scelta di civiltà della Regione Campania che aveva deciso sin dal 2019 di garantirne la rimborsabilità per tutti i pazienti colpiti da questa malattia. Una scelta di civiltà scaturita dai numeri.

Un altro aspetto importante è rappresentato dal fatto che il 77 per cento dei pazienti vivi a 5 anni e che hanno ricevuto la combinazione non ha più avuto necessità di ricevere un trattamento sistemico. La duplice immunoterapia ha evidenziato un significativo ‘effetto memoria’: la sua efficacia si mantiene a lungo termine, anche dopo la fine delle cure.

Il provvedimento è da ieri sulla Gazzetta Ufficiale.

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