venerdì, 12 Agosto , 22

Halloween, la psicoterapeuta: esorcizzare paure e angosce bimbi

Dolcetto o scherzetto? Quella di Halloween non è solo una filastrocca per bambini, ma un vero e proprio mantra per esorcizzare la paura dei mostri, della morte e del buio. La notte del 31 ottobre spettri spaventosi, streghe cattive su scope volanti, vampiri affamati in cerca di sangue, mummie, zombie, ritornano in vita e così la paura lascia spazio al gioco e al divertimento. “L’emozione della paura è fondamentale nell’essere umano, poiché ci protegge da pericoli che possono nuocere alla nostra vita o quella degli altri – spiega Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente Eurodap, Associazione europea disturbi da attacchi di panico – Ciò che ci è estraneo può coglierci alla sprovvista facendoci sentire indifesi. I bambini questo lo sanno benissimo”.

“Di solito quando si è piccoli si tende a sentirsi minacciati da elementi animati e inanimati: buio, mostri, vuoto, ombre. Ma nella notte di Halloween è diverso. Tutte le paure possono essere normalizzate e per una notte diventano oggetto di scherno e ironia da parte di tutti. I bambini, travestendosi da mostri e zombie, mettono in atto una forma di esorcizzazione di ciò che solitamente gli indurrebbe terrore – prosegue l’esperta – Nel gioco della finzione il bambino scopre come anche questi personaggi non sono poi così pericolosi e può percepire il fatto che fanno parte di un mondo immaginario che piano piano crescendo si riesce sempre più a differenziare rispetto a ciò che è davvero reale. Scherzare su questi personaggi di morte può essere un modo per sottrarsi all’angoscia della fine e perdita della vita”.

“Incarnare noi stessi il mondo dell’occulto, che spesso rievoca paure arcaiche – osserva ancora Vinciguerra – diventa un modo ludico per sentirci inconsciamente al sicuro: nulla potrà accadere. L’idea della morte che spaventa viene esorcizzata dal ‘trick-or-treat’ di un momento festoso tra amici e familiari. La paura è uno degli elementi principali dell’autoconservazione, che ci consente di tenerci lontani dai pericoli. Ma abbiamo visto che, come nel caso per i bambini durante la festa di Halloween, essa possa spingerci a esplorarla e superarla”, conclude.

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“Di solito quando si è piccoli si tende a sentirsi minacciati da elementi animati e inanimati: buio, mostri, vuoto, ombre. Ma nella notte di Halloween è diverso. Tutte le paure possono essere normalizzate e per una notte diventano oggetto di scherno e ironia da parte di tutti. I bambini, travestendosi da mostri e zombie, mettono in atto una forma di esorcizzazione di ciò che solitamente gli indurrebbe terrore – prosegue l’esperta – Nel gioco della finzione il bambino scopre come anche questi personaggi non sono poi così pericolosi e può percepire il fatto che fanno parte di un mondo immaginario che piano piano crescendo si riesce sempre più a differenziare rispetto a ciò che è davvero reale. Scherzare su questi personaggi di morte può essere un modo per sottrarsi all’angoscia della fine e perdita della vita”.

“Incarnare noi stessi il mondo dell’occulto, che spesso rievoca paure arcaiche – osserva ancora Vinciguerra – diventa un modo ludico per sentirci inconsciamente al sicuro: nulla potrà accadere. L’idea della morte che spaventa viene esorcizzata dal ‘trick-or-treat’ di un momento festoso tra amici e familiari. La paura è uno degli elementi principali dell’autoconservazione, che ci consente di tenerci lontani dai pericoli. Ma abbiamo visto che, come nel caso per i bambini durante la festa di Halloween, essa possa spingerci a esplorarla e superarla”, conclude.

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