giovedì, 13 Giugno , 24

Epatologo, con cure anti-epatite C over 85 meno infezioni in giovani

“Curare l’epatite C anche nei grandi anziani, gli over85 – spesso non candidati all’uso dei nuovi farmaci anti hcv, per la scarsa utilità sulle loro condizioni fisiche – è un ‘vantaggio sociale’ che permette di ridurre le nuove infezioni nei giovani. Chi li assiste, infatti, può facilmente infettarsi con l’uso di aghi per iniezioni o prelievi spesso necessari per loro”. Lo ha spiegato Stefano Fagiuoli, direttore Unità Complessa di gastroenterologia, epatologia e trapiantologia, Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, nel corso di un focus per i giornalisti sull’epatite C, organizzato da AbbVie in occasione del congresso dell’Associazione europea per lo studio delle malattie del fegato (Easl), in corso a Parigi.

“Nell’epatite C – ha spiegato Fagiuoli – più è elevata l’età, più alto è il tasso d’infezione. Quindi le persone anziane e i grandi vecchi hanno una prevalenza maggiore di infezione. La questione sulla sostenibilità delle cure antivirali risolutive da erogare anche alle persone molto anziane è stata dibattuta. Ma è evidente che con i costi attuali di queste terapie, molto più bassi del pur recente passato, la prima necessità di curare i grandi anziani non è semplicemente quella di eliminare una malattia che potrebbe portare a un peggioramento delle loro condizioni generali, perché siamo abbastanza convinti che non sia necessario”.

“Si deve intervenire – ha sostenuto l’esperto – perché essendo persone ad alta prevalenza rappresentano un gruppo che, di fatto, viene catalogato nei potenziali alti trasmettitori. E quindi chi si prende cura di loro, che siano familiari, personale sanitario, assistenziale o badanti, rischia. Trattarli ha quindi un’importante valenza sociale nel controllo delle infezioni”.

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“Nell’epatite C – ha spiegato Fagiuoli – più è elevata l’età, più alto è il tasso d’infezione. Quindi le persone anziane e i grandi vecchi hanno una prevalenza maggiore di infezione. La questione sulla sostenibilità delle cure antivirali risolutive da erogare anche alle persone molto anziane è stata dibattuta. Ma è evidente che con i costi attuali di queste terapie, molto più bassi del pur recente passato, la prima necessità di curare i grandi anziani non è semplicemente quella di eliminare una malattia che potrebbe portare a un peggioramento delle loro condizioni generali, perché siamo abbastanza convinti che non sia necessario”.

“Si deve intervenire – ha sostenuto l’esperto – perché essendo persone ad alta prevalenza rappresentano un gruppo che, di fatto, viene catalogato nei potenziali alti trasmettitori. E quindi chi si prende cura di loro, che siano familiari, personale sanitario, assistenziale o badanti, rischia. Trattarli ha quindi un’importante valenza sociale nel controllo delle infezioni”.

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