domenica, 25 Settembre , 22

Curare nuove malattie con farmaci già in commercio: Istituto Pascale in prima linea

Nasce il progetto Remedi4All: far risparmiare alla ricerca tempo e denaro, sfruttando alcuni farmaci per un uso diverso da quello per i quali sono stati messi a punto.

Spendere meno per nuove terapie grazie ai farmaci già in commercio. Questo l’obiettivo con il quale è stato lanciato il progetto Remedi4All, che coinvolge 24 organizzazioni europee, tra cui l’Istituto dei tumori di Napoli Pascale, coordinate da Eatris, l’infrastruttura europea per la medicina traslazionale. Il caso Tocilizumab è emblematico.
Utilizzato nell’artrite reumatoide, il farmaco si è rivelato utile anche per sfiammare l’infezione polmonare da Covid 19: ha cioè subìto quello che viene chiamato un “riposizionamento”, percorso rapido ed economico, che può dare frutti in soli sei anni, anziché nei quindici richiesti per il normale iter di sviluppo di un nuovo medicinale. Iter che, per di più, comporta un investimento di circa 3 miliardi di euro.
Ecco perché nasce Remedi4All: far risparmiare alla ricerca tempo e fiumi di denaro. Unicamente sfruttando alcuni farmaci per un uso diverso da quello per i quali gli stessi farmaci sono stati messi a punto. Il progetto è finanziato nell’ambito di Horizon Europe con 23 milioni di euro, di cui oltre 4 milioni destinati agli enti italiani, e durerà 5 anni.
“Oltre a esserne partner, grazie a un lungo impegno nell’approccio di riutilizzo dei farmaci in oncologia, l’Istituto dei tumori di Napoli è stato anche selezionato per sviluppare uno dei quattro progetti dimostrativi relativi alla fattibilità della piattaforma – annuncia Alfredo Budillon, ricercatore principale e direttore scientifico del Pascale – Il nostro compito sarà valutare, preclinicamente e in uno studio clinico internazionale disegnato in collaborazione con Antonio Avallone, direttore dell’unità di Oncologia Medica Addome, una nuova strategia terapeutica basata sull’uso di due farmaci riproposti: l’agente anticonvulsivante acido valproico più simvastatina, un agente del colesterolo, in associazione con la chemioterapia convenzionale, come approccio terapeutico di prima linea per il cancro del pancreas, una malattia a prognosi molto sfavorevole e per la quale i trattamenti a oggi disponibili non sono particolarmente efficaci. Sono molto soddisfatto – conclude Budillon, che è coordinatore europeo di una delle cinque piattaforme in cui si articola l’infrastruttura Eatris – anche per il robusto finanziamento di 2.5 milioni di euro ottenuto nell’ambito del progetto dal nostro Istituto”.
“Estremamente interessante la prospettiva che questa tipologia di ricerca ci pone come obiettivo – sottolinea il direttore generale del polo oncologico partenopeo, Attilio Bianchi – Siamo orgogliosi dell’impegno dei nostri ricercatori e di essere stati individuati come coordinatori di una delle linee di sviluppo del progetto. Il Pascale si conferma istituto di ricerca e cura di rilevanza mondiale”.

Spendere meno per nuove terapie grazie ai farmaci già in commercio. Questo l’obiettivo con il quale è stato lanciato il progetto Remedi4All, che coinvolge 24 organizzazioni europee, tra cui l’Istituto dei tumori di Napoli Pascale, coordinate da Eatris, l’infrastruttura europea per la medicina traslazionale. Il caso Tocilizumab è emblematico.
Utilizzato nell’artrite reumatoide, il farmaco si è rivelato utile anche per sfiammare l’infezione polmonare da Covid 19: ha cioè subìto quello che viene chiamato un “riposizionamento”, percorso rapido ed economico, che può dare frutti in soli sei anni, anziché nei quindici richiesti per il normale iter di sviluppo di un nuovo medicinale. Iter che, per di più, comporta un investimento di circa 3 miliardi di euro.
Ecco perché nasce Remedi4All: far risparmiare alla ricerca tempo e fiumi di denaro. Unicamente sfruttando alcuni farmaci per un uso diverso da quello per i quali gli stessi farmaci sono stati messi a punto. Il progetto è finanziato nell’ambito di Horizon Europe con 23 milioni di euro, di cui oltre 4 milioni destinati agli enti italiani, e durerà 5 anni.
“Oltre a esserne partner, grazie a un lungo impegno nell’approccio di riutilizzo dei farmaci in oncologia, l’Istituto dei tumori di Napoli è stato anche selezionato per sviluppare uno dei quattro progetti dimostrativi relativi alla fattibilità della piattaforma – annuncia Alfredo Budillon, ricercatore principale e direttore scientifico del Pascale – Il nostro compito sarà valutare, preclinicamente e in uno studio clinico internazionale disegnato in collaborazione con Antonio Avallone, direttore dell’unità di Oncologia Medica Addome, una nuova strategia terapeutica basata sull’uso di due farmaci riproposti: l’agente anticonvulsivante acido valproico più simvastatina, un agente del colesterolo, in associazione con la chemioterapia convenzionale, come approccio terapeutico di prima linea per il cancro del pancreas, una malattia a prognosi molto sfavorevole e per la quale i trattamenti a oggi disponibili non sono particolarmente efficaci. Sono molto soddisfatto – conclude Budillon, che è coordinatore europeo di una delle cinque piattaforme in cui si articola l’infrastruttura Eatris – anche per il robusto finanziamento di 2.5 milioni di euro ottenuto nell’ambito del progetto dal nostro Istituto”.
“Estremamente interessante la prospettiva che questa tipologia di ricerca ci pone come obiettivo – sottolinea il direttore generale del polo oncologico partenopeo, Attilio Bianchi – Siamo orgogliosi dell’impegno dei nostri ricercatori e di essere stati individuati come coordinatori di una delle linee di sviluppo del progetto. Il Pascale si conferma istituto di ricerca e cura di rilevanza mondiale”.

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