Mario Caiazzo

Un mercato sempre più fiorente quello dei farmaci rubati, per contrastare il quale non si fermano le indagini portate avanti dalle forze dell’ordine. Ultimo in ordine cronologico, il raid verificatosi presso l’Ascalesi di Forcella una settimana fa. Il colpo si attesta sugli 800mila euro. Ma nel corso degli ultimi mesi, i furti si sono registrati presso altri nosocomi campani ed hanno arrecato gravi danni soprattutto – è naturale – ai pazienti. A parte le regole base per difendere le scorte di antitumorali, c’è pure da sottolineare una mancanza a monte. I medicinali, infatti, poche volte vengono mixati (personalizzati per i singoli pazienti) presso una centrale, prima di essere spediti negli ospedali. Ciò significa che, nella maggior parte dei casi, arrivano nei nosocomi farmaci ancora appetibili per i ladri, che potranno tranquillamente attivare la catena per rivenderli al mercato parallelo.

Un sequestro di medicinali rubati

La questione della necessità di una centrale di smistamento di farmaci già personalizzati (e quindi inservibili nel caso vengano sottratti), è stata sollevata nel recente passato, anche dai vertici di alcuni ospedali napoletani considerati particolarmente esposti ai furti. I raid si registrano quasi sempre nel fine settimana e presso nosocomi (‘protetti’ perlopiù da carente rete di videosorveglianza) in cui le scorte sono appena arrivate. Il trasferimento dei medicinali avviene nella massima segretezza, ma i malviventi, riescono spesso ad andare a colpo sicuro.

Il trasferimento dei medicinali avviene nella massima segretezza, ma i malviventi, riescono spesso ad andare a colpo sicuro

Modalità questa su cui indagano senza sosta le forze dell’ordine. Al netto di tutto ciò, non sarebbe meglio – naturalmente quando si tratta di medicinali da mixare – inviare farmaci già pronti per chi dovrà poi assumerli? Una domanda a cui da tempo si aspettano risposte.