martedì, 23 Luglio , 24

7 aprile: Giornata mondiale per il diritto alla salute

La salute non e’ in vendita. È questo il messaggio della mobilitazione lanciata a livello mondiale, europeo e anche in Italia in occasione della Giornata mondiale dedicata al diritto alla salute che si celebra il 7 aprile: oltre 35 le azioni previste in Europa e nel mondo. “In tutta Europa milioni di persone sperimentano difficolta’ sempre maggiori nell’accesso alle cure, una riduzione della qualita’, la chiusura e la privatizzazione dei servizi sanitari, il deterioramento delle condizioni di lavoro per gli operatori della salute, un aumento dei prezzi dei farmaci e, nel frattempo, gli operatori commerciali in campo sanitario aumentano i loro margini di profitto. Queste politiche avranno effetti catastrofici sulla salute delle persone”, dice Sarah Melsens, coordinatrice della Rete europea contro la commercializzazione della salute che, nella settimana del 7 aprile, ha lanciato la campagna “Un anno per dire no alla commercializzazione della salute, per tutte e tutti” in vista delle elezioni europee del maggio 2019. Tra i punti della campagna, la richiesta di maggiori investimenti in un’assistenza sanitaria di qualita’, accessibile a tutta la popolazione, senza l’ingresso di operatori commerciali e lo stop alle politiche di austerita’ che causano un disinvestimento pubblico nella sanita’ e nella protezione sociale. In Italia le iniziative sono coordinate dalla campagna “Dico32. Salute per tutte e tutti” lanciata a fine 2017 da oltre 100 realta’ che condividono l’obiettivo di promuovere e tutelare la salute come diritto e non come merce. Il nome della campagna rimanda all’articolo 32 della Costituzione italiana che definisce la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettivita’” e al ribaltamento del “dica 33” del medico perche’ rimettere al centro ci sono le persone. Il 7 aprile sono in programma iniziative a Milano, Napoli, Roma e Bologna e altre citta’. “A Bologna e’ stata una chiamata aperta, non solo sulla sanita’ perche’ la salute si costruisce anche in altri ambiti, dall’ambiente all’istruzione”, spiega Chiara Bodini del Centro di salute internazionale, realta’ che si occupa di ricerca e formazione in ambito sanitario in chiave partecipata. L’evento si svolgera’ a partire dalle 11 in piazza Re Enzo, “creeremo una mappa interattiva della citta’ con i luoghi che fanno salute– continua Bodini- Ci saranno performance sulla salute mentale, si parlera’ di salute di genere e di accessibilita’ universale alla sanita’, con riferimento in particolare alle persone straniere”. Due le assemblee in programma: alle 15 sara’ presentato il volume “A che punto e’ la citta’” curato dal gruppo bolognese della rivista ‘Gli Asini’ e dedicato a salute e questioni ambientali, mentre alle 17 il dibattito sara’ sulla sanita’ insieme ai comitati attivi per la difesa del Sistema sanitario nazionale. “Partiremo dal tema delle Case della salute per parlare di questo cambio di organizzazione e di come l’attenzione dei cittadini puo’ essere di controllo e stimolo perche’ le cose si facciano davvero nell’interesse collettivo”, conclude Bodini.

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La salute non e’ in vendita. È questo il messaggio della mobilitazione lanciata a livello mondiale, europeo e anche in Italia in occasione della Giornata mondiale dedicata al diritto alla salute che si celebra il 7 aprile: oltre 35 le azioni previste in Europa e nel mondo. “In tutta Europa milioni di persone sperimentano difficolta’ sempre maggiori nell’accesso alle cure, una riduzione della qualita’, la chiusura e la privatizzazione dei servizi sanitari, il deterioramento delle condizioni di lavoro per gli operatori della salute, un aumento dei prezzi dei farmaci e, nel frattempo, gli operatori commerciali in campo sanitario aumentano i loro margini di profitto. Queste politiche avranno effetti catastrofici sulla salute delle persone”, dice Sarah Melsens, coordinatrice della Rete europea contro la commercializzazione della salute che, nella settimana del 7 aprile, ha lanciato la campagna “Un anno per dire no alla commercializzazione della salute, per tutte e tutti” in vista delle elezioni europee del maggio 2019. Tra i punti della campagna, la richiesta di maggiori investimenti in un’assistenza sanitaria di qualita’, accessibile a tutta la popolazione, senza l’ingresso di operatori commerciali e lo stop alle politiche di austerita’ che causano un disinvestimento pubblico nella sanita’ e nella protezione sociale. In Italia le iniziative sono coordinate dalla campagna “Dico32. Salute per tutte e tutti” lanciata a fine 2017 da oltre 100 realta’ che condividono l’obiettivo di promuovere e tutelare la salute come diritto e non come merce. Il nome della campagna rimanda all’articolo 32 della Costituzione italiana che definisce la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettivita’” e al ribaltamento del “dica 33” del medico perche’ rimettere al centro ci sono le persone. Il 7 aprile sono in programma iniziative a Milano, Napoli, Roma e Bologna e altre citta’. “A Bologna e’ stata una chiamata aperta, non solo sulla sanita’ perche’ la salute si costruisce anche in altri ambiti, dall’ambiente all’istruzione”, spiega Chiara Bodini del Centro di salute internazionale, realta’ che si occupa di ricerca e formazione in ambito sanitario in chiave partecipata. L’evento si svolgera’ a partire dalle 11 in piazza Re Enzo, “creeremo una mappa interattiva della citta’ con i luoghi che fanno salute– continua Bodini- Ci saranno performance sulla salute mentale, si parlera’ di salute di genere e di accessibilita’ universale alla sanita’, con riferimento in particolare alle persone straniere”. Due le assemblee in programma: alle 15 sara’ presentato il volume “A che punto e’ la citta’” curato dal gruppo bolognese della rivista ‘Gli Asini’ e dedicato a salute e questioni ambientali, mentre alle 17 il dibattito sara’ sulla sanita’ insieme ai comitati attivi per la difesa del Sistema sanitario nazionale. “Partiremo dal tema delle Case della salute per parlare di questo cambio di organizzazione e di come l’attenzione dei cittadini puo’ essere di controllo e stimolo perche’ le cose si facciano davvero nell’interesse collettivo”, conclude Bodini.

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