Ancora una volta la facciata monumentale del Cardarelli si illuminerà, stavolta di verde, per comunicare l’avvio di una importante giornata dedicata alla salute. Sabato 3 novembre (dalle 9.00 alle 15.00) quattro ambulatori della palazzina M si apriranno alla città per dare spazio alla prevenzione dell’ictus cerebrale. L’occasione è quella di ricordare concretamente la Giornata Mondiale (29.10.2018), il World Stroke Day, per la quale l’azienda ospedaliera ha scelto di attivarsi per visite gratuite e sensibilizzane sui fattori di rischio. Tra i principali: il fumo, l’ipertensione, il diabete e l’ipercolesterolemia. L’obiettivo è quello di arrivare ad una diagnosi precoce di eventuali situazioni di rischio che, se trascurate, possono diventare anche letali.

La mattinata di prevenzione, organizzata in collaborazione con le Unità Operative di neurologia, Neuroradiologia e Radiologia Interventistica nonché con la sezione campana dell’associazione Alice, consentirà a quanti vorranno raggiungere il Cardarelli di sottoporsi (senza alcuna prenotazione) a schede di valutazione. Saranno poi i medici a stabilire, se necessario, di fare anche un ecodoppler carotideo. «Un’occasione in più – sottolinea il Direttore generale Ciro Verdoliva – nella quale il Cardarelli – in linea con gli indirizzi del Presidente De Luca – ha scelto di essere al fianco dei cittadini, non solo nell’emergenza ma anche nella prevenzione. Grazie all’impegno volontario del nostro personale, in primis medici e infermieri, ma anche alle forze messe in campo dall’associazione Alice, saremo in grado di diffondere un messaggio chiaro su quelli che sono i corretti stili di vita. Inoltre, offriremo in maniera del tutto gratuita le necessarie visite specialistiche, che altrimenti graverebbero sulle liste d’attesa non solo del Cardarelli ma anche di altri presidi cittadini. Anche questo – conclude Verdoliva – significa “lavorare per garantire salute”».

Per comprendere l’importanza dell’iniziativa, basti pensare che in Campania ogni anno si registrano circa 9.000 casi di ictus ischemico e addirittura 3.000 di ictus emorragici. Questo con un evidente ricaduta sulla qualità di vita dei soggetti colpiti e delle loro famiglie, ma anche con un aggravio dei costi a carico del Servizio sanitario regionale.

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