“Nel campo psicologico abbiamo competenza solo per le grandi emergenze, ad esempio per i terremoti, invece per le emergenze quotidiane, fra cui si articola la violenza domestica, non c’e’ esperienza”. Cosi’, in una intervista alla Dire, la psicologa Elvira Reale, gia’ direttore scientifico dell’associazione Salute donna, analizza la situazione sanitaria e sociale che sta intorno al fenomeno della violenza di genere. Coordinatrice del Centro Dafne dell’Azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli, Reale si avvale della collaborazione di altre 5 psicologhe e di una ginecologa, tutte impegnate nel progetto a titolo gratuito attraverso una convenzione tra l’ospedale e l’associazione Salute donna, per mettere in piedi una attivita’ psicologica in emergenza e urgenza. Un po’ come avviene in un qualsiasi pronto soccorso dove “se si presenta una persona con i sintomi dell’infarto, non solo viene diagnosticato e refertato, ma si dovra’ immediatamente stabilizzarla prima di affidarla ad altri servizi. Noi facciamo questo. Prima di affidarle ai centri antiviolenza, all’autorita’ giudiziaria, alle forze dell’ordine per la messa in sicurezza, agiamo per mettere quelle donne in equilibrio: riduciamo lo stato di angoscia, le allertiamo attivamente sul proprio rischio per rendere possibile una loro consapevolezza”. Lo strumento principale attraverso cui si lavora sulla vittima di violenza e’ il referto psicologico, una innovazione tutta campana, che consiste in “un approfondimento della condizione della vittima, della gravita’ della violenza, soprattutto nel caso di violenza psicologica rispetto alla quale i medici non hanno gli strumenti di analisi approfondita e non possono illuminare il contesto costrittivo complessivo”. Con questo tipo di referto “i singoli eventi – sottolinea Reale – vengono legati in una cornice unica: ogni evento puo’ non essere pericoloso in se’, ma la loro somma ed il contesto in cui si sono verificati crea quella specifica situazione di letalita’ che solo un approfondimento del genere puo’ offrire”. La ‘maternita” del referto e’ della stessa Elvira Reale che lo ha ideato nel 2009 durante l’esperienza all’ospedale San Paolo. Questo strumento, poi, “si e’ diffuso al Loreto Mare con Antonella Bozzaotra (attaule presidente dell’Ordine degli psicologi della Campania) ed e’ stato riportato con maggiore ampiezza di strumentazione e di riflessione anche all’ospedale Cardarelli”.

Sostenitore convinto di tutto il lavoro del Dafne e’ Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Aorn Cardarelli, che sottolinea come si tratti “di una delle nostre eccellenze” in cui “accogliamo le donne in difficolta’, donne che hanno subito violenza, diamo loro un supporto psicologico e ci occupiamo di redigere il referto psicologico che in un eventuale processo penale va ad arricchire il fascicolo. Le donne – prosegue Verdoliva – possono rivolgersi al nostro ospedale fin dal pronto soccorso dal quale poi saranno inviate al Dafne per un percorso lungo, a volte doloroso, che richiede coraggio, ma che non fa sentire le vittime sole, le fa sentire in compagnia del Cardarelli, dell’associazione Salute donna: e’ importante che le donne si rivolgano a noi e che non si sentano mai in colpa. La colpa e’ degli altri, non loro”. Il referto psicologico serve, dunque, ad approfondire una situazione in emergenza attraverso “una visualizzazione in dettaglio delle violenze patite, dei vissuti emotivi e che tiene conto dello stato di agitazione della donna, e’ un racconto – evidenzia Reale – non lineare, ma interrotto da scoppi di pianto e da tutta una serie di difficolta’ e richiede, di norma, dalle 3 alle 4 ore per la sua stesura”. Questo referto e’ stato accolto con favore anche da avvocati e giudici che hanno cosi’ a disposizione uno strumento che cristallizzi la prova di una violenza, come quella psicologica, che non lascia segni sul corpo. Questa pratica, pero’, al di fuori dei confini della Campania non e’ ancora stata recepita nonostante un banco di prova come quello del Cardarelli, il piu’ grande pronto soccorso del Mezzogiorno. La ragione di questa scelta va ritrovata in un incontro dello scorso anno: “Ho partecipato – spiega la psicologa – al tavolo ministeriale relativo alle linee guida nazionali (il 24 novembre 2017 sono state approvate con Dpcm le ‘Linee guida nazionali per le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne vittime di violenza’, ndr) dove c’e’ stata una lunga battaglia al termine della quale non si e’ voluto approvare l’utilizzo del referto psicologico perche’ era un’esperienza solo campana e si avevano molte difficolta’ e pregiudizi sull’estenderlo anche sulla base della considerazione che richiederebbe formazione e competenze particolari. Competenze psicologiche che, purtroppo, non vengono insegnate nelle materie curriculari universitarie, ma che sarebbe stato il caso di introdurre nel programma formativo previsto dalle linee guida per gli operatori sanitari”. Obiettivo: inserire nei pronto soccorso la figura dello psicologo per poter far fronte al fenomeno della violenza di genere e non solo.
Il Centro Dafne dell’ospedale Cardarelli, attivo il lunedi’-mercoledi’-venerdi’ dalle 9 alle 14 (ma che puo’ andare avanti anche fino a sera per permettere di completare le refertazioni), e’ oggi centro di riferimento regionale di questa procedura ed e’ stato inaugurato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 2016. Nel suo primo anno di attivita’, il 2017, ha fatto registrare l’accesso di 113 donne (sulle 191 che si erano recate in pronto soccorso per ogni tipo di violenza: fisica, psicologica, sessuale) con una prevalenza della fascia d’eta’ 35-44 anni e quasi tutte con figli esposti agli episodi riferiti. Nel 79% dei casi l’autore delle violenze e’ stato indicato nel partner o nell’ex partner. I dati, ancora parziali, del 2018 (dal primo gennaio al 26 novembre) mostrano un incremento del numero di donne rivoltesi al Centro Dafne: 127 (su circa 180 che sono ricorse alle cure del pronto soccorso).
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