7.000 ogni anno i decessi per infezioni ospedaliere. All’origine di un numero impressionante di morti, pari al doppio di quelle avvenute sulle strade durante lo scorso anno, decontaminazione non corretta e utilizzo eccessivo di antibiotici.  Il ruolo chiave di questi ultimi nel combattere e prevenire le infezioni ospedaliere è al centro dell’intervista realizzata da Salute a tutti, in occasione del forum nazionale promosso dal Centro Studi Mediterranea Europa a Napoli. L’infettivologo napoletano dell’Ospedale Cardarelli, Alessandro Perrella, ci spiega in che modo la cura -gli antibiotici- possa trasformarsi talvolta in causa delle infezioni.

 

 

“La resistenza anti-microbica è una risposta del batterio a quello che può essere, per noi un meccanismo di difesa, ma per lui un semplice insulto” spiega il dott. Perrella.

“Non utilizzare l’antibiotico in maniera opportuna e puntuale- dove per puntuale intendiamo nel tempo giusto e per il tempo giusto- può facilitare l’insorgenza di questa resistenza”.

I correttivi che noi possiamo adoperare sono già disponibili: “semplicemente un miglior uso dell’antibiotico attraverso quello che è un percorso denominato antibiotic stewardship che prevede più figure professionali, gestito da un infettivologo che è la figura specialistica deputata alla gestione degli antibiotici insieme ad altre figure professionali assolutamente importanti”.

Pur con un passato di eccessi nell’utilizzo degli antibiotici, in Campania le cose stanno cambiando. “Da quando è iniziato il Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico-Resistenza, il PNCAR, siamo stati i primi a iniziare un percorso per antibiotic stewardship con linee guida, con meccanismi finalizzati al contenimento delle infezioni, con percorsi mirati alla formazione del personale”. Per una volta abbiamo un primato in positivo.

 

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