“Una storia di ordinaria malaburocrazia”: così Pierpaolo Polizzi, Presidente Aspat Campania, definisce il lungo stallo in cui versa l’assistenza ai pazienti diabetici nell’area afferente all’Asl Napoli 2 Nord. Il Presidente Aspat ne ha parlato oggi in conferenza stampa, presso la sede regionale dell’ Associazione Sanità Privata Accreditata Territoriale al centro direzionale di Napoli, assieme al dott. Lorenzo Latella, segretario di CittadinanzAttiva Campania. Sono 8 i centri diabetologici privati che la Programmazione regionale ha previsto per soddisfare i fabbisogni nella vasta provincia a nord di Napoli. A due anni di distanza dal via della Regione alle reti provinciali per l’assistenza multidisciplinare ai diabetici a Napoli nord, a differenza di tutte le altre aziende sanitarie della Campania, la rete dei centri è ancora al palo incidendo sui Lea (Livelli essenziali di assistenza) dei pazienti di quella provincia. A 9 mesi di distanza della delibera con cui la Regione Campania conferma che bisogna procedere all’accreditamento di 12 centri diabetologici multidisciplinari (4 pubblici e 8 privati di cui 1 a Ischia) risulta inspiegabilmente fermo l’iter per l’accreditamento delle 8 strutture private che, laddove concluso, consentirebbe di assicurare subito cure a oltre la metà dei 54 mila pazienti diabetici residenti del territorio che oggi ricevono solo 90 mila prestazioni di diabetologia a fronte del fabbisogno di 240 mila all’anno (tra visite e attività diagnostiche e strumentale) e sono costretti a una corsa ostacoli anche in altre Asl per ricevere l’assistenza cui hanno diritto. Fuga di pazienti verso altre Asl, terapie parcellizzare e lunghe liste di attesa nei centri distrettuali e ambulatoriali della Asl sono le conseguenze di uno stallo di natura burocratica e amministrativa con un palleggio di carte, chiarimenti, dilazioni e silenzi da  parte dell’amministrazione.

“La conferenza di oggi è per noi in realtà un prosieguo di quanto già evidenziato e denunciato negli anni scorsi, quando la direzione generale dell’Asl Napoli 2 Nord ha sconvenzionato e chiuso i contratti di 15 strutture diabetologiche che per 10 anni avevano erogato prestazioni ai pazienti diabetici di quel territorio” racconta ai microfoni di Salute a tutti il presidente Aspat Pierpaolo Polizzi. “Il piano regionale per la diabetologia è stato assunto giusto due anni fa, il decreto specifico per accreditare otto delle dodici strutture previste per l’Asl Napoli 2 Nord è del febbraio scorso. Da allora noi siamo totalmente fermi su un procedimento che si è ingolfato e impantanato e su cui Asl e Regione litigano per l’interpretazione da dare ad alcune norme. Noi come strutture accreditate associate non possiamo più tacere e dobbiamo denunciare una situazione che oltre i gravi danni inflitti alle società dal punto di vista patrimoniale, sta anche a significare quello che oggi il Tribunale dei diritti del Malato testimonia: la grave carenza dei Livelli essenziali di assistenza, che sono garantiti dalla Costituzione Italiana. Siamo nel pieno dispregio delle leggi, delle normative e dei procedimenti. Tutto questo non può più accadere. Ci rivolgiamo come sempre al Governatore, Presidente, nonché commissario alla Sanità De Luca perché ponga rimedio a questa situazione e determini una situazione che non è nulla di più dell’attuazione del suo piano diabetologico regionale”.

 

“Bisogna superare quello che è innanzitutto un problema culturale” sottolinea il dott. Lorenzo Latella, segretario di CittadinanzAttiva Campania. “Ovvero il concetto secondo cui le strutture di sanità accreditata lucrino sulla salute dei cittadini. I servizi erogati da queste strutture sono al contrario un indispensabile supporto per l’attività del pubblico, garantiscono un’adeguata assistenza e, al contrario di quanto si pensa, il contenimento dei costi, grazie all’ottimizzazione delle risorse, che altrimenti vengono sprecate”.

Assieme a Cittadinanza Attiva alcuni malati di diabete che subiscono quotidianamente le conseguenze della significativa carenza assistenziale da parte dell’Asl Napoli 2 Nord, hanno dato l’effettiva misura di un disagio che da sanitario si fa inevitabilmente sociale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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