Qual è lo stato dell’arte riguardo alla salute delle persone “diversamente libere”, dei detenuti? Se ne discute al “Focus sulla Sanità penitenziaria” in corso presso il Consiglio Regionale della Campania, al centro direzionale. “La sanità penitenziaria, da dieci anni, è amministrata dalla Regione, non più dal Ministero” sottolinea il Prof. Samuele Ciambriello, Garante dei Detenuti. “Nella nostra Regione ci sono buone prassi e diverse criticità. Do dei dati: su 7400 detenuti ci sono appena 32 posti letto in tutti gli ospedali della Campania, poiché si tratta di speciali strutture, anche di sicurezza. Abbiamo bisogno di più posti letto, perché i detenuti che fanno richiesta di visite specialistiche e che devono subire interventi chirurgici sono migliaia. Il secondo dato” prosegue Ciambriello “ riguarda strutture mobili di sanità. Come a Poggioreale c’è una buona struttura di radiologia, bisognerebbe discutere anche di una tac mobile a Secondigliano. Insomma potenziare le strutture sanitarie dentro le mura circondariali, evitando di fare accompagnare sempre con ritardo i detenuti alle visite, e impiegando ogni volta almeno tre agenti di polizia penitenziaria”. Ancora, tra le priorità, la salute mentale: “Dopo la chiusura dal 2015-2016 degli Opg di Aversa e di Napoli, dove erano rinchiuse circa 400 persone, la struttura che mantiene in vita il sistema della salute mentale è delegata dentro le carceri ad alcune articolazioni provinciali. Per esempio per Napoli quella di Secondigliano, per Caserta si va a Santa Maria Capua Vetere, a Benevento, a Sant’Angelo dei Lombardi per la provincia di Avellino e a Salerno. Ci sono 70 posti, poi ci sono 40 posti nelle Rems, residenze sanitarie. Dove vanno tutti i malati di mente che stanno in carcere in attesa si liberino posti nelle Rems e nelle varie articolazioni psichiatriche? Il tema della salute è fondamentale.”

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