Dopo tre giorni di attesa e speranze, arriva in tarda mattinata dai medici del San Camillo il verdetto che nessuno voleva ascoltare: Manuel Bortuzzo, il nuotatore 19enne ferito a colpi di pistola nella notte tra sabato e domenica a Roma, non camminera’ piu’. Il responso dell’ultimo esame eseguito ieri si scorge gia’ nel volto dei medici che leggono ai giornalisti l’ultimo bollettino medico: l’intervento, confermano, e’ andato bene, il ragazzo non e’ in pericolo di vita e a breve verra’ progressivamente risvegliato dalla sedazione. L’emorragia al polmone, che aveva fatto temere per la vita di Manuel, e’ stata arginata con un complesso intervento. Il problema e’ che il midollo, lesionato da una pallottola, non ha mai dato segnali di trasmissione. Il cervello e le gambe non comunicano, e l’esame eseguito ieri ha dato il suo responso: non comunicheranno piu’. “Il nostro intervento e’ consistito in una decompressione del midollo – ha spiegato Alberto Delitala, direttore del Dipartimento di Neuroscienze del San Camillo – ma nonostante cio’ il midollo spinale non conduce. Abbiamo fatto una valutazione bioelettrico della conducibilita’ midollare e c’e’ una lesione midollare completa. Questo purtroppo vuol dire che con le attuali conoscenze della scienza neurologica al momento consideriamo che non possa esserci una ripresa funzionale del movimento delle gambe”. “Appena i colleghi lo riterranno fuori pericolo – ha aggiunto – e quindi lo avvieranno a uno svezzamento da respiratore, imposteremo un trasferimento in un centro di riabilitazione per consentire al paziente di riprendere una vita anche in presenza di una lesione midollare”. L’esame definitivo, che ha portato alla drammatica diagnosi, e’ stato eseguito ieri, “e i genitori sono stati subito informati”. “Sono vicino a Manuel e alla sua famiglia, stiamo facendo tutto il possibile perche’ i delinquenti che hanno sparato siano presi e messi in galera”, ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Sostegno e vicinanza a Manuel e alla sua famiglia. Una tragedia che addolora tutti noi. Se la famiglia vorra’ andro’ a trovare il giovane atleta per dirgli che non e’ solo e’ che le istituzioni sono al suo fianco in questa battaglia drammatica che dovra’ affrontare”, ha scritto il sottosegretario alla Presidenza con delega allo sport Giancarlo Giorgetti. Mentre il presidente di Federnuoto, Paolo Barelli, ha detto di “sperare ancora in un miracolo”: “Bisogna continuare ad essere fiduciosi e a lottare – sottolinea – intanto sento doveroso ringraziare anche a nome di papa’ Franco, di mamma Rossella e dei fratelli Michelle, Jennifer e Kevin l’ospedale San Camillo, le forze dell’ordine e tutti coloro che stanno inviando messaggi di affetto e solidarieta’Continueremo ad offrire la migliore assistenza possibile al giovane Manuel e alla sua famiglia e auspichiamo che questo dramma possa diventare un monito per un futuro diverso. Una serata tra amici non puo’ trasformarsi in tragedia”. Anche un collega illustre di Manuel, Filippo Magnini, sui social gli si e’ rivolto idealmente: “Assurdo quello che ti e’ successo, assurdo quello che stai passando, assurdo quello che sta vivendo la tua famigli. prego e spero che avvenga il miracolo e che vada tutto a posto! Da nuotatore quale sei ti dico ‘Forza e coraggio, lotta e non mollare mai’ Un abbraccio alla famiglia”.
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