Le indagini affidate alla guardia di finanza

Mario Caiazzo

Inchiesta all’ospedale Pascale su un presunto giro di corruzione, per adottare l’utilizzo di macchinari medici presso il nosocomio. Nel momento in cui ci si rende conto che la società Gi.Med. Srl (riconducibile a Giulia Di Capua, moglie del medico Francesco Izzo) potrebbe essere finita sotto la lente della guardia di finanza, «tra le persone coinvolte dall’inchiesta – annotano i magistrati – comincia a diffondersi un clima di preoccupazione e di fibrillazione». Tale «timore» si evince pure da un colloquio intercorso tra Francesco Izzo e Raffaele S. Il 30 gennaio del 2015 gli investigatori captano e annotano la conversazione. «E’ venuta la Finanza in provveditorato – dice il medico al suo amico – per controllare alcune (…) poi hanno preso pure quella di Giulia (Di Capua, ndr) e si sono presi pure un contratto che non ha niente che non va, vorrei sapere però come è partita ‘sta cosa». Raffaele S. – scrivono i magistrati – «si mette subito a disposizione». «Fammi sapere la Finanza di dov’è, che io domani sera vado a una festa importante (…) fammi sapere il Nucleo chi è (…) domani sera… un maggiore amico mio, gli devo portare la posteggia (la musica per la festa) a una festa perché la compagna compie gli anni, è un caro amico e sta proprio al Nucleo operativo di queste». Effettivamente Raffaele S. contatterà il maggiore della Finanza in questione, nei termini che lo stesso ufficiale rappresenterà prontamente con relazioni di servizio redatte il 13, 16 e febbraio 2015; il 4 marzo 2015; il 13 aprile 2015 e il 12 maggio 2015. C’è di più. Il 12 febbraio del 2015, vale a dire, dopo qualche giorno dalla conversazione avvenuta tra Raffaele S. e l’ufficiale, la Finanza si recherà presso la sede della società (tra i cui soci, figurano proprio Raffaele S. e un suo cugino). Nella sede di suddetta azienda, risultava avere un ufficio la Gi.Med. Srl.

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