La Legge sui vaccini obbligatori per 10 malattie infettive introdotta nel nostro Paese a giugno 2017, oltre a esser stata determinante per l’aumento delle coperture vaccinali, e’ stata apprezzata anche dalla comunita’ scientifica internazionale. Lo ha detto il presidente della Societa’ Italiana di Pediatria, Alberto Villani, riferendosi a quanto condiviso dalla comunita’ scientifica riunita a Malmo, in Svezia, in occasione dell’European Society for Pediatric Infection Disease (ESPID) 2018. “La corretta informazione e un’azione determinata di politica sanitaria hanno garantito in maniera equa il diritto alla salute, grazie alle vaccinazioni, a tutta la popolazione pediatrica in Italia”, ha detto Villani. “Questo modello, virtuoso ed efficace, e’ gia’ stato imitato in molti Paesi (Francia ad esempio) ed e’ stato condiviso dalla comunita’ scientifica internazionale riunita a Malmo in Svezia dove sino al 4 giugno e’ in corso l’ESPID 2018”, ha aggiunto. Uno dei momenti piu’ qualificanti e’ stata la sessione dedicata al “pro” e al “contro” l’obbligo vaccinale in cui c’e’ stato un interessante e costruttivo dibattito tra due riconosciuti esperti in ambito vaccinale: Paolo Bonanni, Ordinario di Igiene dell’Universita’ di Firenze e Adam Finn dell’Universita’ di Bristol. A seguito di un primo sondaggio con televoto la folta platea di pediatri e infettivologi (piu’ di 600) provenienti dai vari Paesi europei e non solo, al seguente quesito “ritenete che sia necessario l’obbligo vaccinale nei soggetti in eta’ pediatrica” ha cosi’ risposto: “si'” (44, 64 per cento), “no” (55,36 per cento). Dopo gli interventi dei due esperti, che hanno esposto le ragioni del si’ e quelle del no, le posizioni si sono ribaltate: la sessione si e’ conclusa con votazione finale caratterizzata da un 61,54 per cento a favore dell’obbligo e un 38,46 per cento contrario. “Il dibattito – ha concluso Villani – ha testimoniato non solo l’apprezzamento in ambito internazionale della legge italiana sull’obbligo vaccinale, ma soprattutto l’importanza di una comunicazione chiara, corretta ed efficace, persino tra gli addetti ai lavori, sulle ragioni di una scelta che ha come unica finalita’ una maggiore tutela della comunita’, al di la’ di ogni retorica sul dirigismo impositivo di questa Legge”. 
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