“Consideriamo non giustificabile dal nostro punto di vista medico il rinvio dell`obbligo di presentare la certificazione dell`avvenuta vaccinazione per l`iscrizione all`anno scolastico 2018/2019”. Sono le conclusioni dell`audizione della Fnomceo alle Commissioni riunite I (Affari Costituzionali) e V (Bilancio) della Camera dei Deputati, in merito all`articolo 6 del “Milleproroghe” che, se approvato in via definitiva, farebbe slitattare di un anno l`applicazione del divieto di iscrizione alle scuole materne per i bambini non in regola con l`obbligo vaccinale. Una proroga che, a parere di molti, vanificherebbe di fatto l`introduzione dell`obbligo, tanto che alcuni sindaci e governatori sono scesi in campo, a colpi di ordinanze o di progetti di legge regionali, per difenderlo.

Un allarme, quello della Fnomceo, che si focalizza soprattutto sul morbillo: “Sono stati 14.451 i casi segnalati in Europa nel 2017, che hanno causato 30 decessi. Erano stati 4643 nel 2016. In questa classifica l`Italia è al secondo posto, con 5.004 segnalazioni. Né va meglio nel 2018: in Italia, dal 1° gennaio al 30 giugno, sono stati 2029 i casi segnalati. Di questi, il 91,3% si è verificato in soggetti non vaccinati, il 5,4% in chi era stato sottoposto solo alla prima dose”.

“Le stime operate dai ricercatori dell`Istituto Superiore di Sanità – si legge nell`Audizione – confermano come, in mancanza di un recupero degli adolescenti e dei giovani adulti non vaccinati, sia necessario mantenere per lungo tempo coperture vaccinali maggiori del 95% nei bambini, per poter raggiungere l`obiettivo dell`eliminazione del morbillo”.

“L`obbligatorietà vaccinale – continua ancora il testo – dovrebbe essere valutata nel tempo, tenuto conto dell`andamento epidemiologico delle malattie e dell`entità della copertura vaccinale. Al momento attuale, in considerazione del dibattito in atto nel Paese, l`eliminazione dell`obbligo potrebbe essere interpretata come un atteggiamento antiscientifico. Auspichiamo comunque – conclude la Fnomceo – un`offerta vaccinale attiva, in cui siano eliminate tutte le possibili barriere sia organizzative che economiche alla vaccinazione, con la possibilità – come già attuato in altri paesi industrializzati – di sistemi di incentivazione/disincentivazione che contribuiscano alla promozione della cultura della salute, anche nella prospettiva di una possibile abolizione della obbligatorietà delle vaccinazioni, nel caso in cui l`adesione spontanea della popolazione lo consentisse”.

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