Il dibattito sul ruolo delle vaccinazioni per la difesa e la prevenzione di malattie molto spesso mortali è all’ordine del giorno, e sta lentamente scivolando verso un’unica questione: se sia o meno corretto che siano obbligatorie, soprattutto per i propri figli. Nel 2017 la Società Italiana di Farmacologia ha pubblicato un corposo documento che descrive la “forza” dei vaccini per la salute e sottolinea le soluzioni per soggetti particolari. I vaccini sono gli strumenti terapeutici di maggior successo per il controllo delle patologie infettive, per efficacia ed efficienza. Talmente efficaci che una patologia drammaticamente grave come il vaiolo è stata completamente eradicata e di altre, come la poliomielite, la diffusione è stata considerevolmente ridotta e limitata a piccoli focolai in Paesi dove la copertura vaccinale non è stata completata, ovvero dove le motivazioni religiose ne precludono la diffusione. La scomparsa di queste malattie, che fino a pochi decenni fa hanno mietuto milioni vittime, ha fatto diminuire la paura di esse. Contemporaneamente, a causa di allarmi infondati sulla pericolosità dei vaccini, si è diffusa nella popolazione la diffidenza verso la somministrazione di vaccini, di cui non viene più colta la necessità e l’importanza. Attenzione però! Abbassare la guardia può significare permettere la ricomparsa nei nostri figli di malattie di cui ci siamo dimenticati, come sta avvenendo con il morbillo da un paio d’anni. Quella che viene propagandata come una libertà di scelta è in realtà la privazione di un diritto dei nostri figli. Parallelamente alla scomparsa della paura della malattia infettiva, è sorprendentemente comparsa la paura del vaccino. In Medicina vale il principio che i farmaci devono mantenere l’equilibrio tra efficacia e sicurezza. L’efficacia dei vaccini è indiscutibile: centinaia di milioni di persone hanno beneficiato dei vaccini, evitando malattie mortali o tremendamente invalidanti. Alla domanda se i vaccini di oggi siano sicuri la risposta è: sì certamente, sono anche molto più sicuri di quelli usati nel passato. Sono il frutto del progresso nelle conoscenze sulle malattie e nelle tecniche di produzione dei farmaci ed hanno un’efficienza in costante miglioramento. I vaccini oggi costituiscono un presidio terapeutico in espansione, che permette di personalizzare le terapie anche nel caso dei tumori e costituisce un rimedio per la comparsa di resistenza agli antibiotici ed ai chemioterapici. La ricerca ci assiste per operare un cambiamento di paradigma nel controllo della nostra salute, facendo sì che la prevenzione prevalga sulla terapia con evidenti vantaggi anche per i costi pagati dai cittadini. Questo cambiamento potrà portare sempre di più le persone sane a beneficiare di strumenti per prevenire l’insorgenza delle patologie, e non doverle più aggredire quando ormai hanno fatto danni o addirittura potrebbe essere troppo tardi. I ricercatori sono sempre più impegnati affinché la cultura della prevenzione esca dai laboratori, per permeare la nostra Società e far superare i pregiudizi generati da conoscenze limitate e da false notizie, per le quali il prezzo è pagato soprattutto dai nostri figli. E’ diventata urgente una nuova campagna vaccinale, quella contro i virus della disinformazione e della propaganda antiscientifica.
Gennaro Ciliberto e Gianni Sava Per conto del Gruppo di Lavoro “Salute e Qualità della Vita” Federazione Italiana Scienze della Vita 16 luglio 2018

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