Dopo il grande successo della scorsa edizione, è tornato anche quest’anno l’appuntamento con UniVax Day, una giornata nazionale di formazione e sensibilizzazione sull’importanza dei vaccini, rivolta ai ragazzi degli ultimi due anni delle scuole medie superiori. L’evento, organizzato dalla Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica e Allergologia (SIICA), si è svolto questa mattina in contemporanea presso 21 Atenei italiani con l’obiettivo di affrontare il tema delle vaccinazioni sulla base delle evidenze scientifiche ad oggi disponibili, attraverso una relazione sul funzionamento del sistema immunitario e un dibattito sull’efficacia e i rischi dei vaccini.

I vaccini sono uno strumento indispensabile per prevenire le malattie infettive e rappresentano una delle scoperte mediche di maggior successo ed economicamente vantaggiose che nella storia dell’umanità hanno salvato più vite. Negli ultimi 50 anni, infatti, i vaccini hanno salvato più di 500 milioni di persone e attualmente, anche con un utilizzo non ottimale, prevengono 2-3 milioni di morti ogni anno, ma nonostante questa evidenza scientifica, i dati non riescono a rassicurare la resistenza culturale di una parte della società che continua a nutrire dubbi e timori nei loro confronti. Tant’è che nella classifica annuale delle minacce alla salute globale stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, quest’anno, ha fatto il suo ingresso anche la “vaccine hesitancy” (esitazione vaccinale). Per l’OMS, la riluttanza o il rifiuto nei confronti delle vaccinazioni è una tendenza diffusa a tal punto da innescare, per il 2019, un vero e proprio allarme perché l’esitazione vaccinale minaccia di far perdere i progressi fatti nei confronti delle malattie prevenibili.

“UniVax Day vuole essere una vera e propria “vaccinazione” delle nuove generazioni contro la confusione generata dall’epidemia di fake news che spesso riguardano il tema dei vaccini. Lo scopo dell’iniziativa è rendere i giovani più consapevoli riguardo l’efficacia delle vaccinazioni e contrastare così le notizie false e tendenziose, attraverso un confronto diretto basato su un’informazione corretta, affidabile, scientifica”, ha dichiarato Angela Santoni, Direttore Scientifico dell’Istituto Pasteur Italia e Presidente della SIICA. “I vaccini proteggono non solo noi stessi, ma anche la collettività. Questo perché quando tutti gli individui sono protetti gli agenti patogeni non possono più diffondersi e infettare anche persone che, spesso per motivi di salute, non possono essere vaccinate”, ha ricordato.

A Roma l’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Istituto Pasteur Italia e si è svolto questa mattina nell’Aula Magna di Sapienza Università, dove gli studenti si sono confrontati direttamente con gli esperti del settore, tra i quali Rita Carsetti, immunologa presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e Marzia Duse, Professoressa Ordinaria di Pediatria presso la Sapienza Università e Presidente della Società Italiana di Immunologia e Immunologia Pediatrica. Ad apertura dell’iniziativa è intervenuta anche Tiziana Pascucci, Prorettrice per il Diritto allo Studio e la Qualità Didattica, Sapienza Università di Roma. È seguita quindi una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Angela Santoni, Ordinaria di Immunologia e Immunopatologia, Direttore Scientifico dell’Istituto Pasteur Italia e Presidente della SIICA; Anna Teresa Palamara, Ordinaria di Microbiologia, membro della Direzione Scientifica dell’Istituto Pasteur Italia e Presidente della Società Italiana di Microbiologia; Isabella Quinti, Associata di Immunologia Clinica, Direttore del Centro di Immunodeficienze Primitive e componente del Consiglio Direttivo della SIICA; Vincenzo Barnaba, Ordinario di Medicina Interna ed ex Presidente della SIICA e membro della Direzione Scientifica dell’Istituto Pasteur Italia e i giovani immunologi della Società.

“Il messaggio importante che abbiamo voluto ribadire oggi è che vaccinarsi rappresenta una responsabilità collettiva, perché consente di proteggere anche i pazienti affetti da immunodeficienze che, per motivi di salute e non per scelta, non possono essere vaccinati. Basti pensare ai bambini leucemici che hanno il sistema immunitario compromesso. Queste persone confidano nella solidarietà di tutti coloro che si vaccinano proprio perché per loro alcuni vaccini sono inefficaci e altri dannosi”, ha commentato Isabella Quinti, Direttore del Centro di Immunodeficienze Primitive di Sapienza Università e componente del Consiglio Direttivo della SIICA – ma solo se si vaccinano proprio tutti si può ottenere la cosiddetta immunità di “gregge”, in grado di bloccare la diffusione di batteri e virus e consentire a questi pazienti non vaccinati di vivere insieme agli altri una normale vita di relazione”.

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