Finiti i ‘bagordi’ estivi tra cibo in eccesso, alcol e fumo, è ora di rimettersi in riga e di abbassare la pressione. I valori troppi alti, infatti, sono in forte espansione: un recente studio americano ha stimato un raddoppio dei casi entro il 2050. Dagli attuali 150 milioni nel mondo (di cui 30 milioni in America e 3 milioni solo in Italia) a oltre 322 milioni di diagnosi entro il 2050, a danno del 50% dei maschi tra i 40 e i 70 anni. E il complice destinato a fare da palo alla disfunzione erettile è proprio l’ipertensione. A rischio sessualità c’è, dunque, il 33% di italiani ipertesi.

Disfunzione erettile e ipertensione sembrano, infatti, legate da un rapporto di ‘dipendenza’: a confermalo è uno studio dell’Ospedale di Atene e Patras, che dimostra come il rischio impotenza in pazienti ipertesi è doppio, rispetto a maschi con una pressione normale, con possibilità di manifestazioni anche in grado severo. Diagnosticare tempestivamente la disfunzione erettile è dunque un mezzo efficace non solo per proteggere la salute sessuale, ma anche per smascherare patologie cardiovascolari e delle arterie coronariche asintomatiche. Alla luce di questi numeri, gli esperti della Siu, la Società italiana di urologia, lanciano l’allarme: pochi maschi italiani fanno corretta prevenzione, invece facile e possibile: infatti, ancora prima di agire farmacologicamente è fondamentale migliorare il proprio stile di vita: riducendo peso e fumo, controllando il diabete, monitorando la pressione e praticando regolare attività fisica, in maschi di età superiore ai 40 anni, in assenza di comorbidità riconosciute, è possibile prevenire il rischio di disfunzione erettile o comunque ridurre disfunzioni sessuali anche di altra causa.

“La pressione alta – spiega Vincenzo Mirone, direttore del dipartimento di urologia all’Università Federico II di Napoli e responsabile comunicazione della Società Italiana di Urologia – oltre a rappresentare un fattore di rischio importante per i disturbi di natura cardiovascolare, come ictus e infarto, può compromettere anche la salute sessuale e la qualità della vita intima, rendendosi complice dell’insorgenza della disfunzione erettile. La motivazione del fenomeno si associa al fatto che il sangue, rallentato dalla pressione alta, non fluisce in maniera fluida e omogenea nell’organo, impedendo la perfetta dilatazione di vene e arterie con implicazioni sensibili anche a carico della prestazione sessuale e di un rapporto intimo soddisfacente. Il problema può inoltre essere gravato dal fatto che in maschi ipertesi i livelli di testosterone, l’ormone sessuale maschile sono sensibilmente più bassi, raddoppiando così il rischio di prestazioni poco gratificanti”.

La prima azione per abbassare la pressione, a favore di un miglioramento anche dell’efficienza sessuale e della riduzione del rischio di impotenza, è di ‘stile’: prevede cioè una correzione dei comportamenti e abitudini del viver (mal)sano che si sono assunti e perpetrati nel tempo. “Occorre fare innanzitutto attenzione alla dieta – aggiunge l’esperto – riducendo l’apporto di sale (un fattore di rischio per la pressione alta), limitando i cibi grassi e rincarando alimenti naturali come frutta, verdura e ortaggi”. Alla dieta sana deve associarsi una vita attiva: nuoto, atletica leggera, corsa sono fra gli sport più salutari per la vita (anche) intima maschile, da praticare ogni giorno, con intensità moderata. “Non ultimo – conclude Mirone – vanno eliminati fumo, alcool (o comunque va ridotto al minimo anche ai pasti) e stress: tutte cause che contribuiscono a ‘chiudere’ le vene e ad alzare la pressione. Un intervento correttivo sullo stile di vita, specie nelle forme di disfunzione erettile più lievi, potrebbe essere terapeutico a tal punto da sostituirsi alla terapia farmacologica mirata o, in altri casi, supportare efficacemente l’azione della ‘pillola blu’ con un sensibile miglioramento del problema funzionale e pieno soddisfacimento del maschio e della coppia”.

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