Coperture vaccinali al di sotto della soglia prevista, il rischio che ritorni la poliomelite, ed epidemie di morbillo diffuse in piu’ stati europei. Un quadro preoccupante, su cui si innestano i timori di molti genitori sui vaccini e le proteste del movimento no-vax. Per questo l’Europa ha deciso di intervenire, rafforzando la cooperazione tra Stati e chiedendo a tutti i cittadini, autorita’ sanitarie e organizzazioni europee, di dire la loro sul tema. La Commissione Europea ha infatti lanciato una consultazione pubblica, aperta fino al 15 marzo, in cui invita cittadini, amministrazioni, associazioni di esprimere il loro punto di vista su questi argomenti, ponendo l’accento proprio sul tema della comunicazione sui vaccini, che infiamma sempre di piu’. L’ultimo caso e’ quello del convegno dell’Ordine nazionale dei biologi del 2 marzo, che propone nel suo programma diversi relatori dalle posizioni ‘no-vax’. Un evento che ha avuto eco anche sul British medical journal e che ha suscitato le critiche della Federazione degli ordini dei medici, del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e del mondo scientifico, con tanto di petizione online di gruppo di direttori di dipartimento di area biologica delle universita’ italiane. Le malattie prevenibili con i vaccini sono, per il Consiglio dell’Unione europea, “un flagello per la salute“. A preoccupare ora sono soprattutto le epidemie di morbillo. I casi registrati nel 2017 sono stati infatti il triplo del 2016, concentrati soprattutto in Romania, Italia, Grecia e Germania. Non solo. La malattia la si sta esportando in altre parti del mondo. Ed e’ di oggi la notizia che in Francia, dopo la morte di una donna per il morbillo, la ministra della Sanita’ Agnes Buzyn ha lanciato un appello dalla radio alle “persone che non si sono vaccinate o non hanno fatto vaccinare i loro figli” contro il morbillo, a “farlo subito”. E poiche’ non e’ possibile escludere il rischio di reintroduzione o di importazione nell’Ue della poliomielite, ormai debellata, e’ necessario intervenire. Lo strumento deve essere un’azione comune e un approccio piu’ coordinato a livello comunitario, sfruttando la cooperazione tra autorita’ sanitarie, industria, mondo della ricerca e dell’innovazione. L’idea e’ di elaborare un piano di azione congiunto tra gli stati membri dell’Ue e la Commissione e una proposta di raccomandazione che sara’ emanata entro la prima meta’ del 2018, in cui confluiranno anche i suggerimenti arrivati con la consultazione pubblica su come comunicare, migliorare la copertura e fronteggiare le carenze di scorte e paure sui vaccini. 
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