La sopravvivenza ai tumori sta aumentando in tutto il mondo, ma rimangono grossi gap tra i paesi piu’ ricchi e quelli a redditi piu’ bassi. A rilevarlo sono i risultati di uno studio su 71 nazioni pubblicato dalla rivista Lancet, secondo cui la differenza si vede soprattutto per i pazienti pediatrici. Lo studio coordinato dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine ha analizzato i registri tumori dei paesi tra il 2000 e il 2014, e valutando l’andamento della sopravvivenza per quasi 40 milioni di pazienti. Il cancro del fegato e quello dei polmoni rimangono tra i piu’ letali, ma negli ultimi 20 anni ci sono stati dei progressi diffusi, con la sopravvivenza a 5 anni per il primo che e’ passata ad esempio dall’11% al 27% in Corea del Sud, mentre in 21 paesi, tra cui l’Italia, quella per il tumore al polmone e’ cresciuta dal 5% al 10%. Dove le differenze sono piu’ marcate, affermano gli autori dello studio che hanno analizzato i numeri di 31 paesi europei, 17 sudamericani, 13 asiatici e 6 africani, e’ nei tumori pediatrici. “Se negli Usa, in Danimarca, in Svezia e Slovacchia la sopravvivenza al tumore al cervello infantile e’ superiore all’80% – notano -, in Messico e in Brasile e’ meno del 40%. Le stesse differenze si vedono per il tumore piu’ comune tra i piu’ piccoli, la leucemia linfoblastica, la cui sopravvivenza supera il 90% nei paesi ricchi ma e’ sotto il 60% in Cina e Messico”.

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