Le terapie cellulari che impiegano la tecnologia CAR-T rappresentano una vera e propria rivoluzione nella lotta ai tumori del sangue: questa tecnologia consiste nell’ingegnerizzare geneticamente alcune cellule del sistema immunitario (per la precisione i linfociti) per renderli capaci di riconoscere ed eliminare i tumori. La straordinaria efficacia dei linfociti CAR-T e’ tuttavia accompagnata dal rischio di gravi tossicita’, tra le quali la frequente sindrome da rilascio di citochine (Crs), molecole ad alto potenziale infiammatorio, e la piu’ rara, ma purtroppo talvolta mortale, neurotossicita’. Un team di ricercatori dell’Irccs ospedale San Raffaele ha scoperto il meccanismo molecolare all’origine di queste tossicita’ e ha dimostrato la potenziale efficacia di un farmaco, gia’ in uso per l’artrite, nel prevenirle e curarle. A guidare il lavoro sostenuto dall’Airc e’ stato Attilio Bondanza, prima ricercatore dell’Universita’ Vita-Salute San Raffaele e da poco in Novartis, a Basilea. La scoperta, pubblicata su ‘Nature Medicine’, potrebbe avere un impatto immediato: quello di rendere la terapia con linfociti CAR-T molto piu’ sicura. I linfociti CAR-T esprimono in superficie recettori cosiddetti “chimerici”, progettati in laboratorio e costruiti assemblando diverse molecole. Questi recettori chimerici permettono ai linfociti di riconoscere in modo selettivo le cellule del tumore. “L’idea alla base di questa terapia e’ di istruire il sistema immunitario a distinguere le cellule malate da quelle sane”, ha spiegato Bondanza. “Un compito non facile, dal momento che il sistema immunitario – ha aggiunto – e’ addestrato dall’evoluzione a essere molto cauto prima di aggredire i nostri tessuti. Questo e’ invece esattamente quello che deve fare nel caso di un tumore”. Attraverso l’ingegnerizzazione genetica, i linfociti CAR-T diventano capaci di scatenare la risposta immunitaria contro il tumore con un’efficacia senza precedenti. Ecco perche’ nel 2017 l’Fda americana ne ha approvato l’uso per alcuni tumori del sangue. In Europa l’approvazione da parte dell’Ema e’ attesa entro fine 2018.

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