Un premio per non dimenticare l’eredità di Umberto Veronesi, costruita in anni di vita col camice addosso, al fianco delle donne colpite da tumore al seno. “Noi medici siamo al servizio dei nostri pazienti, è nostro dovere ascoltarli per curarli nel modo migliore”, ripeteva sempre l’oncologo, morto l’8 novembre 2016 alla soglia dei 91 anni, non mancando mai di sottolinearlo, anche in ogni occasione pubblica in cui si parlava di cancro e terapie. In poche parole, umanizzare le cure. E c’è chi, da Nord a Sud del Belpaese, ha raccolto il suo appello. Sicuramente, fra gli altri, 5 camici bianchi – di cui 4 sono donne – eletti su giudizio delle pazienti di tutta Italia ‘Laudati Medici’. 

L’ospedale Moscati di Avellino

Annamaria Cascone, patologa dell’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno; Donatella Grasso, oncologa del Policlinico San Matteo di Pavia; Luigi Manca, chirurgo del Città di Lecce Hospital; Luigia Nardone, radioterapista del Policlinico A. Gemelli di Roma e Maria Silvia Sfondrini, radiologa dell’ospedale Maggiore Policlinico di Milano: sono loro i primi professionisti ad aver ricevuto oggi durante una cerimonia a Milano il ‘Riconoscimento U.V. al Laudato Medico’, voluto da Europa Donna Italia per preservare la via indicata da Veronesi. Una ‘Menzione speciale’ dedicata al chirurgo plastico è stata invece attribuita a Carlo Iannace dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino per il recupero psicofisico della paziente.