In piena campagna elettorale c’e’ “scarsa attenzione” alle politiche sanitarie indirizzate alle malattie oncologiche: eppure sono piu’ di 3 milioni gli italiani che hanno ricevuto una diagnosi di cancro e circa 370.000 i nuovi casi ogni anno. A denunciarlo sono le Associazioni dei pazienti. Secondo queste, sono 4 gli aspetti di sofferenza del sistema salute che incidono pesantemente sull’efficacia delle cure, che invece sono sempre piu’ mirate e sofisticate. Tra queste la disparita’ regionale della qualita’ dell’assistenza , che riguarda quasi un 1 milione di cittadini, un Fondo Sanitario Nazionale in discesa rispetto al 6,5% del PIL della media europea, la prevenzione primaria da migliorare per arginare l’incidenza del cancro che aumenta dell’1% ogni anno, carenza stimata di circa 1 milione di operatori sanitari per il 2020: questi i temi cui sono stati invitati a rispondere i politici nazionali dal movimento “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, promosso da Salute Donna Onlus e altre 17 associazioni di pazienti oncologici e onco-ematologici. Il movimento e’ divenuto interlocutore di riferimento a livello politico-istituzionale grazie al varo di un Accordo di Legislatura 2018-2023. Una piattaforma articolata in 15 punti che delineano ambiti e modalita’ operative per ottimizzare la presa in carico e garantire la massima efficacia della cura alla persona con malattia oncologica. Un vero e proprio programma politico sull’oncologia che, in vista della prossima legislatura, e’ ribadito e rilanciato agli schieramenti politici: “migliorare la vita di milioni di persone che lottano contro il cancro e’ la ragione d’esistere delle nostre associazioni – afferma Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna Onlus – chiediamo dunque a tutti i politici che daranno vita alla prossima Legislatura l’impegno a riportare al centro delle politiche sanitarie gli unmet need dei pazienti oncologici”.
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