Il 40% di casi di tumore del rene negli uomini, circa 3.600 diagnosi, e il 25% nelle donne, sono dovute al fumo di sigaretta. E i tabagisti presentano un rischio del 50% piu’ elevato di sviluppare la piu’ diffusa forma di tumore rene, il carcinoma a cellule renali, rispetto ai non fumatori. Per i pazienti colpiti dalla malattia in fase avanzata e’ adesso disponibile una innovativa terapia mirata, tivozanib, in grado di migliorare la qualita’ di vita grazie a un ottimo profilo di tollerabilita’. Nel 2017 sono state stimate 13.600 nuove diagnosi in Italia (9.000 uomini e 4.600 donne): “Tivozanib appartiene a una classe di farmaci a bersaglio molecolare che hanno la capacita’ di colpire obiettivi cellulari precisi e impedire la crescita del cancro – spiega Camillo Porta dell’Oncologia Medica della Fondazione IRCCS Policlinico ‘San Matteo’ di Pavia -. Questa molecola e’ caratterizzata da un’elevata selettivita’ d’azione, e’ molto potente e svolge un’azione antiangiogenica, agisce cioe’ sui vasi sanguigni che nutrono i tessuti tumorali inibendone la crescita e affamando il tumore. In attesa che venga finalizzato nei prossimi mesi l’iter per la rimborsabilita’ della molecola con l’Agenzia Italiana del Farmaco, da luglio e’ partito il ‘Programma di Uso Terapeutico Tivozanib per il carcinoma a cellule renali (RCC)’ che consente ai pazienti del nostro Paese di accedere in prima linea a questa terapia innovativa”. L’agenzia regolatoria europea (EMA) ha approvato tivozanib in prima linea nel carcinoma a cellule renali avanzato in base ai risultati dello studio di fase III TiVO-1 che ha coinvolto 517 pazienti di 76 centri in 15 Paesi. Lo studio ha evidenziato una sopravvivenza libera da progressione mediana con tivozanib di 11,9 mesi rispetto ai 9,1 mesi raggiunti con un’altra terapia mirata. “I sintomi della malattia non sono specifici e possono essere sottovalutati o confusi con altre condizioni come la calcolosi renale – continua Giuseppe Procopio, responsabile dell’Oncologia Medica genitourinaria della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Il 60% delle diagnosi avviene infatti casualmente, come diretta conseguenza dell’impiego, sempre piu’ diffuso, della diagnostica per immagini in pazienti non sospetti in senso oncologico. Nel cancro del rene la chemioterapia e la radioterapia si sono dimostrate, storicamente, poco efficaci. Pertanto la disponibilita’ di nuove armi con un impatto positivo sulla qualita’ di vita potra’ migliorare in maniera significativa la capacita’ di gestione complessiva di questa neoplasia”. Oltre al fumo, tra i principali fattori di rischio vanno ricordati il sovrappeso e l’obesita’ (all’eccesso ponderale e’ attribuito circa un quarto dei casi), l’ipertensione arteriosa (associata a un incremento del 60% delle probabilita’ rispetto ai normotesi) e l’esposizione professionale a sostanze tossiche. “EUSA Pharma e’ una multinazionale in rapidissima crescita e totalmente dedicata ad offrire terapie innovative particolarmente nel campo delle malattie rare ed in oncoematologia a persone che si trovano a dover affrontare una malattia complessa come il cancro – aggiunge infine Bruno Rago, Direttore Generale ed Amministratore Delegato di EUSA Pharma -. Il bisogno terapeutico dei pazienti affetti da tumore del rene metastatico e’ ancora largamente insoddisfatto. Per questo, vogliamo collaborare con le societa’ scientifiche e con le Associazioni di Pazienti per promuovere la cultura e la sensibilizzazione verso questa neoplasia”.

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