Mario Caiazzo

Superando il dato di fatto, rappresentato dalla circostanza che la sospensione dei trapianti pediatrici presso l’ospedale Monaldi sia giunta in seguito alle mancata collaborazione tra due unità operative, bisogna interrogarsi anche sul motivo che ha portato alla mancanza di lavoro coordinato e parallelo. E la risposta è alquanto spiazzante: mancanza di fiducia. A chiederselo era stato anche il presidente di Federconsumatori Campania, Rosario Stornaiuolo. Quest’ultimo, per venire a capo di questo e di altre presunte anomalie, ha presentato un esposto all’autorità giudiziaria.

L’ospedale Monaldi di Napoli

Ebbene, «la ragione per la quale si sospendeva l’attività trapiantologica – è scritto nel documento depositato da Stornaiuolo – è riportata nelle seguenti affermazioni (trascritte) nell’audit: poiché al momento non vi sono le condizioni per creare l’indispensabile collaborazione tra il Centro Trapianti e la Cardiochirurgia pediatrica alla base del modello funzionale predisposto dalla direzione generale dell’Aorn dei Colli, a causa della relazione conflittuale tra i due responsabili, si rende necessario sospendere l’attività di trapianto di cuore pediatrico del Centro per un periodo di un anno, in attesa di un’adeguata riorganizzazione».
A ribadire il concetto è il dottor Nanni Costa in occasione dell’audizione del 3 aprile 2017. Il virgolettato è riportato nel corpo della querela presentata da Stornaiuolo. «Si è creato un clima di non fiducia. L’audit che ha sentito Ciro Maiello, che ha sentito Guido Oppido come due responsabili dell’attività non ha potuto che prendere atto che mancano le condizioni per una collaborazione, …».

La parola adesso passa agli inquirenti che dovranno decidere se accogliere o meno le richieste esplicitate da Federconsumatori Campania oppure archiviare.