“Un altro schiaffo “. E” così che Dafne Palmieri, portavoce del Comitato Genitori dei Trapiantati di cuore, ha definito il totale assenteismo all’audizione convocata per discutere della ripresa dell’attività trapiantologica all’ospedale Monaldi, dove da oltre un anno i trapianti di cuore pediatrici sono ormai sospesi. Fra tecnici, dirigenti dell’impresa ospedaliera e responsabili dell’attività trapianti nessuno si è presentato. Valeria Ciarambino, presidente della commissione, constatata l’impossibilità della discussione, non ha potuto far altro che mettere a verbale l’assenza dei convocati e chiudere la seduta con un nulla di fatto. Presenti invece il Comitato Sanità Campania, Carlo Spirito dello sportello Sanità di Federconsuma- tori e naturalmente il Comitato Genitori dei Trapiantati. “Il lavoro della commissione è stato ancora una volta boicottato”, denuncia Dafne Palmieri. E” una delle tante madri che da tempo investono tempo e denaro nella battaglia che conducono per veder ripristinata l’attività dei trapianti di cuore a tutela dei bambini, un tempo eccellenza della struttura ospedaliera partenopea. La donna è arrivata a condurre lo sciopero della fame per nove giorni, sospeso dopo il sit-in di protesta al Monaldi organizzato dal Comitato, e in seguito al quale, due giorni dopo, è stata pubblicata da parte dell’ospedale una delibera riorganizzativa. L’atto in questione accoglieva la proposta di dividere i pazienti cardiopatici in fasce d’età, ospitati in reparti differenti non specifici alla loro patologia. Se prima dunque i pazienti afferivano almeno al reparto di competenza, quello di cardiochirurgia pediatrica, ora sono stati ‘deportati’ in reparti in cui non si dovrebbero trovare. “Imma, una ragazzina di tredici anni, è ricoverata da dodici giorni in una camera con donne anziane, in un ambiente totalmente diverso da quello consono alla sua età, senza nemmeno fare sedute di fisioterapia”, afferma Dafne, la quale fa inoltre notare che se nel reparto pediatrico è previsto il posto letto per l’accompagnatore adulto che assiste il minore, questo non spetta a chi si trova nel reparto adulti: la mamma di Imma è cosi costretta da giorni a dormire su una sedia. La portavoce del Comitato si dice perciò pentita di aver interrotto lo sciopero della fame. La decisione di sospendere lo sciopero fu presa in preda all’illusione che la delibera potesse apportare significativi cambiamenti ad una situazione che sembrava non poter peggiorare. “Ad oggi invece mi sento più precaria di prima “. sostiene Dafne Palmieri. Ma la battaglia va avanti. Domani il caso del Monaldi verrà discusso in consiglio regionale, mentre un’altra audizione della commissione trasparenza è stata convocata per venerdì mattina. L’auspicio è che, vista la criticità della situazione, stavolta ci sia almeno qualcuno a presenziare, per non veder schiaffeggiato ulteriormente il diritto dei parenti dei cardiopatici di ottenere delle spiegazioni.

(fonte: Cronache di Napoli)

CONDIVIDI