L'inchiesta per tangenti e forniture ospedaliere è stata condotta dalla Procura di Milano

Mario Caiazzo

Soldi, regali di lusso, rimborsi spese, perfino quelli legati alla partecipazione come relatore a un corso di aggiornamento professionale dei giornalisti tenutosi a Milano. E’ quanto l’imprenditore Tommaso Brenicci (finito in arresto insieme a direttori sanitari e primari), avrebbe corrisposto al professor Giorgio Maria Calori, in cambio dell’utilizzo di apparecchiature mediche che commercializzava attraverso sei diverse ditte.

A riportare la circostanza, i magistrati, nel faldone dell’ordinanza – sullo scandalo dell’ospedale Pini di Milano – che è sfociata nell’esecuzione di sei misure cautelari, una in carcere, cinque ai domiciliari.

«Per far compiere e per aver fatto compiere tali atti contrari ai doveri d’ufficio, Brenicci corrispondeva pagamenti in denaro ed altre utilità» a Giorgio Maria Calori e ad altri. Nello specifico, riferendosi al primario, i magistrati sottolineano che Brenicci gli corrispose le spese (5.000 euro) per la partecipazione, in qualità di relatore, al II congresso Estrot tenutosi a Parigi (27-29 giugno 2016). Inoltre il 26 ottobre del 2016, sempre Brenicci avrebbe pagato, minimo 1000 euro, una borsa di lusso, marca Luis Vuitton, acquistata in Turchia e poi «regalata» alla figlia di Calori.

Scoperto giro di presunte tangenti in ambito sanitario

Al primario «sono pagate le spese per partecipare in veste di relatore al corso di aggiornamento per giornalisti… tenutosi a Milano l’otto giugno del 2017 per un importo di 1.700 euro (Iva esclusa)».

A Calori sarebbe poi stato corrisposto un rimborso spese per la registrazione di un’intervista televisiva destinata ad essere trasmessa da emittenti (anche dalla Rai) a diffusione regionale.

Sempre Brenicci «prometteva a Calori che accettava, di corrispondergli 30mila euro, a titolo di prestito infruttifero, per sostenere parte delle spese del mutuo acceso per un importo di un milione e 350mila euro».