Mario Caiazzo

Gli affari andavano bene, Carlo Luca Romanò e Lorenzo Drago (due medici operanti presso l’istituto ortopedico Galeazzi di Milano) avevano appena saputo dall’imprenditore Tommaso Brenicci che si stava per concludere nel migliore dei modi la trattativa con una multinazionale europea, per la commercializzazione del dispositivo «Micro Dttect». E’ bene sottolineare, che da indagini effettuate dagli inquirenti, i nomi di Romanò e Drago apparirebbero insieme a quello di Brenicci, tra gli inventors della tecnologia «Micro Dttect» (da utilizzare per le diagnosi).

Da sinistra, Lorenzo Drago e Carlo Luca Romanò

Il dispositivo era prodotto da una società collegata a Brenicci. Non appena, dunque, i due medici vengono «notiziati» circa l’accordo quasi chiuso con la multinazionale europea, «presi dall’entusiasmo – annotano i giudici – si attivano per acquistare, a testa, un modello di vettura, la Maserati Ghibli, del valore di 100mila euro».

Per tale motivo Drago si mette in contatto con il titolare di una concessionaria di auto. La conversazione del 15 febbraio 2017 è intercettata e fissata sul «nastro». Dal colloquio si evince che per far risparmiare i due acquirenti (Drago e Romanò) il venditore ha bisogno di intestare le autovetture a due società diverse.

«Allora, senti, te lo dico proprio con serenità – afferma il venditore – mi servono due società su tutte e due (le vetture)… in tal modo possiamo giustificarlo». Con tale «escamotage», il venditore afferma di poter fare maggiore sconto per le due Maserati. Le indagini per acquistare due auto sportive di lusso, evidenziano i magistrati, stanno a indicare l’aspettativa da parte di Drago e di Romanò, di maggiori introiti che sarebbero provenuti dalla chiusura dell’accordo con la multinazionale europea per la commercializzazione del «Micro Dttect».

La tecnologia microDTTect

Non dimentichiamo che, sulla presunta imposizione di prodotti come quello del citato dispositivo, dietro il pagamento di «tangenti», sei persone (tra esse gli stessi Brenicci, Romanò e Drago) sono finite agli arresti. Il giro corruttivo, scrivono i magistrati nel faldone dell’ordinanza, sarebbe stato riscontrato in particolare al Cto-Pini di Milano.