L'inchiesta per tangenti e forniture ospedaliere è stata condotta dalla Procura di Milano

Mario Caiazzo

Il blitz è scattato nei giorni scorsi a Milano e ha portato all’arresto di sei persone. Si tratta di primari, di direttori sanitari (i 5 sono finiti agli arresti domiciliari) e di un imprenditore (l’unico spedito in cella). Secondo i giudici, i soggetti erano al centro di «un giro corruttivo esercitato da Tommaso Brenicci, imprenditore di commercio all’ingrosso di articoli medicali e alimentato dalle altre persone coinvolte nelle indagini».

Stando alle conclusioni a cui sono giunti i magistrati, tra il 2012 e il 2017, Brenicci, avrebbe fornito sistemi per la rigenerazione dei tessuti ossei al Cto Pini per 5,6 milioni di euro, anche grazie all’aiuto dei due primari e con una procedura che non prevedeva la gara d’appalto.

E’ proprio l’ospedale milanese Pini, insieme al nosocomio Galeazzi, a finire al centro delle indagini, in una sorta di prosecuzione dell’inchiesta – in tema di corruzione in pubbliche forniture sanitarie, denominata ‘Special One’ – che aveva coinvolto Norberto Confalonieri, direttore della Struttura complessa della Divisione ortopedia e traumatologia presso il Cto di Milano. Brenicci vanta partecipazioni o cariche in sei diverse società e rappresenterebbe «il collettore» della presunta attività illecita portata a termine al Pini.

Scoperto giro di presunte tangenti in ambito sanitario

«E’ proprio l’imprenditore menzionato (Brenicci) – scrivono i giudici nel faldone dell’ordinanza che ha portato ai sei arresti -, in base al suo osservatorio privilegiato, a rendere la seguente genuina dichiarazione: il Pini è l’ospedale più facile del mondo… perché non ci sono gare, se sei amico di un chirurgo usi i prodotti che vuole, cioè è tutto libero, tutto libero… ».

Le amicizie, secondo i giudici, si chiamano «tangenti», «mazzette» o «regali» e vengono elargite al resto delle persone coinvolte nell’inchiesta.

Gli arrestati sono: Tommaso Brenicci (classe 1965) residente a Segrate, in provincia di Milano (l’unico finito in cella); Giorgio Maria Ferdinando Rinaldi Calori (classe 1956), primario di Chirurgia ortopedica ripartiva, residente a Milano; Carmine Cucciniello (classe 1956), primario di Ortopedia, traumatologia correttiva, residente a Milano; Carlo Luca Romanò (classe 1963), responsabile del Centro di Chirurgia ricostruttiva e delle infezioni osteo-articolari presso l’ospedale Galeazzi di Milano, residente nella città meneghina; Lorenzo Drago di 55 anni, residente a Monza, responsabile del Laboratorio di analisi presso l’ospedale Galeazzi di Milano; Paola Navone (classe 1958), direttore sanitario, residente a Milano.