Un'indagine su alcuni appalti ha condotto agli arresti domiciliari per il Direttore generale Ciro Verdoliva, 8 Novembre 2017. La misura eseguita dovrebbe rientrare nell'ambito di uno dei filoni dell'inchiesta sugli appalti Romeo, 8 novembre 2017. ANSA / CIRO FUSCO

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa della Direzione Generale A.O.R.N Cardarelli relativo al superafflusso tuttora in corso, legato al picco influenzale.

In questi giorni, da più parti, si sta cercando di rappresentare la condizione del Cardarelli come “drammatica”, se non peggio addirittura da “guerra civile”. Lo schema è sempre lo stesso: una telecamera nascosta, qualche sconosciuto che racconti qualcosa ad effetto per sentito dire e le immagini di barelle nell’area dell’emergenza che improvvisamente viene trasformata in un non meglio identificato “reparto”. L’idea è che, per alcuni, la sanità sia sempre più considerata “arma” per lo scontro e sempre meno un bene al servizio dei cittadini. Da direttore generale non ho intenzione di affrontare questioni che non competono al mio ruolo, ma di certo ho il dovere di difendere il lavoro dei dipendenti che rappresento. Oltre tremila le donne e gli uomini che, con sacrificio e professionalità, tengono testa ogni giorno ad un lavoro cruciale per la vita di molti. E ho il dovere di chiedere scusa ai cittadini che rivolgendosi a noi con fiducia trovano una situazione logistica, in alcuni periodi, difficile.
Chi nel quotidiano fa informazione seguendo le vicende della sanità, sa bene che il Cardarelli è oggi un ospedale trasparente, un ospedale che vive le difficoltà di qualsiasi grande azienda chiamata ad erogare assistenza ad altissimo livello. Ma anche un ospedale aperto e trasparente con enormi eccellenze. Abbiamo sempre aperto le porte alle telecamere, ai fotografi e ai giornalisti per dare testimonianza della realtà (anche quando, come in questi giorni, c’è un forte congestionamento dell’area di emergenza). E’ grazie a questa reciproca disponibilità e correttezza che si è instaurato un rapporto di grande e reciproco rispetto con i giornalisti e più in generale con i media. Questa direzione generale non nasconderà mai nulla e allo stesso modo non accetterà mai che la realtà venga distorta. Non accettiamo e non accetteremo mai chi – utilizzando telecamere nascoste – tenta di gettare discredito sul lavoro che i 3.000 dipendenti del Cardarelli fanno ogni giorno. Soprattutto se alla base di questi “servizi” vengono poste dichiarazioni che non sono né verificate né verificabili, come ad esempio riferendo “aggressioni tra pazienti per conquistare una barella”. Noi non ci prestiamo e non ci presteremo mai ad essere strumentalizzati per fini che con l’assistenza hanno poco a che fare. Il nostro compito è quello di lavorare per garantire salute, ed è quello che facciamo ogni giorno, ed è quello che continueremo a fare. Anche in giornate difficili come quelle della scorsa settimana e di oggi che ci vede – come sempre – in prima linea per accogliere tutti e respingere nessuno, per curare tutti nonostante tutto, per dare il massimo rispettando i casi nella loro diversa gravità.
Di seguito una scheda con i dati di oggi

Anche il Cardarelli, come altri DEA di I e II livello della Regione Campania, continua ad essere sotto pressione a causa dell’altissimo numero di accessi degli ultimi giorni, fenomeno che si era notevolmente ridotto dall’ottobre u.s.; tale superafflusso coincide con il picco influenzale che in questa settimana era stato annunciato e che trova conferma nelle patologie che giungono al PS e per le quali necessita il ricovero in area di emergenza ovvero in area specialistica. Il dato attenzionato riguarda, come è ovvio, il numero di barelle nelle unità operative dell’area di emergenza, che ha superato alle ore 8,00 di questa mattina la soglia di criticità “rossa +” (< 40)*1.
Le azioni messe in campo, predisposte preventivamente con disposizioni che, da tempo, pianificano quanto necessario in casi di superafflusso, stanno consentendo di liberare un discreto numero di posti letto, che certamente non riduce l’allerta di queste complesse giornate, ma alleggerisce la pressione sul pronto soccorso e diminuisce il numero di barelle per il quale resta alle ore 17,00 – complessivamente – una criticità “verde” (< 20)*1.
*1 le soglie di criticità stabilite in base all’esperienza di barelle nell’area di emergenza sono: fisiologica < 10; verde < 20; gialla < 30; arancione < 35; rossa < 40; rossa+ > 40;
Si evidenzia l’alta percentuale di pazienti – dimessi nelle prime 2/6 ore o comunque non oltre le 12 ore dal P.S. – con valori pari al 60%; tali accessi – da definire “INAPPROPRIATI” – generano l’”affollamento” ovvero il “congestionamento” del Pronto Soccorso con gravissime ripercussioni sui tempi di attesa, sui tempi di trattamento complessivo nonché sul sovraffollamento delle aree di attese sia degli accompagnatori ma – soprattutto – dei pazienti tali accessi “INAPPROPRIATI” incidono, poi, sugli operatori sanitari (medici, infermieri, operatori sociosanitari) che sono costretti a visitare / a trattare / a governare un maggior numero di pazienti in altissime condizioni di stress temporale; per quest’ultima difficoltà la Direzione strategica ha autorizzato, ancora una volta, l’integrazione di operatori sanitari per ogni turno fino al rientro delle soglie stabilite per la dichiarazione di “crisi”. IN NUMERI alle ore 17,00
SU n°116 PAZIENTI ARRIVATI IN P.S. dalle ore 0,00 n°69 SONO STATI DIMESSI
Tali valori incidono fortemente sulla definizione di Pronto Soccorso “affollato” tendente al “affollato” con indice Edwin 1,59; i tempi di attesa risultano “poco sopra la media”
Si conferma il numero di accessi superiori alla media al PS caratterizzati da maggiori complessità (circa il 30%/40%) delle patologie alle quali deve procedersi al ricovero dei pazienti nell’area di emergenza nonostante disponibilità di posti letto nei reparti specialistici dell’ospedale.
Il bed manager resta, sempre, in costante contatto con le unità operative finalizzando la sua azione a rendere limitato a poche ore lo stazionamento in barella dei pazienti che possono lasciare l’area di emergenza (dalle ore 8,00 di questa mattina alle ore 17,00 sono stati movimentati complessivamente n°30 pazienti dall’area di emergenza verso gli altri reparti del Cardarelli.

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