Pulire casa fa male ai polmoni. Lo hanno dimostrato ricercatori dell’Università di Bergen, in Norvegia che, dopo aver analizzato i dati sanitari di 6.235 partecipanti a un’indagine europea sulla saluterespiratoria, hanno concluso che utilizzare quotidianamente prodotti per la pulizia e respirare i loro composti volatili è come fumare 20 pacchetti di sigarette all’anno. Il campione è stato seguito per oltre 20 anni per verificare l’impatto dei prodotti per le pulizie sulle funzioni respiratorie a lungo termine.

“Crediamo che questi prodotti chimici, causando danni alle vie respiratorie, giorno dopo giorno e anno dopo anno, possono accelerare il declino della funzione polmonare che di solito si verifica con l’età”, sottolineano i ricercatori, il cui studio è stato pubblicato sull”American thoracic society’. “Un risultato che non sorprende – commentano ancora gli autori – se si pensa che vengono inalate piccole particelle di prodotti per la pulizia destinati a pulire i pavimenti e non certamente i nostri polmoni”.

Lo studio ha inoltre dimostrato una maggiore prevalenza di asma tra le donne che fanno costantemente le pulizie in casa (12,3 %) e tra quelle che lo fanno per lavoro (13,7 %) rispetto quelle che non utilizzano questi prodotti (9,6%). “Il messaggio che arriva da questa ricerca è che a lungo termine, i prodotti chimici per la pulizia causano probabilmente dei danni ai polmoni”, conclude Øistein Svanes, principale autore dello studio, che ricorda come i prodotti chimici sono generalmente inutili perchè “un panno in microfibra e della semplice acqua sono più che sufficienti”. E si possono fare le pulizie “all’antica” ovvero con il cosiddetto ‘quartetto d’urto’: aceto bianco, bicarbonato di sodio, limone e il sapone nero (fatto con cloruro di potassio, è venduto in forma liquida o in pasta).

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