Il boss stragista Giuseppe Setola

Mario Caiazzo

La storia delle organizzazioni criminali è costellata di false perizie mediche che servono ai boss per eludere il carcere. Magari per farsi trasferire in strutture sanitarie, da cui spesso si effettua la fuga. Ai boss servono medici consenzienti che per soldi siano disposti a tradire anche i principi della professione e a mettersi contro lo Stato. La requisitoria è iniziata già da tempo e a metà marzo, il 13 per l’esattezza, il pm formalizzerà la richiesta di pena per l’ex primario della Maugeri, Aldo Fronterrè.

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

Il medico oculista di Pavia è imputato nel processo che si sta svolgendo presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e che vede alla sbarra, insieme col professionista, anche Giuseppe Setola, alias ‘o cecato, capo dell’ala stragista dei Casalesi. A Fronterrè l’accusa contesta i reati di concorso esterno in associazione camorristica e false attestazioni all’autorità giudiziaria. L’oculista, sempre secondo l’accusa, dunque, in un periodo di tempo che va dalla fine del 2006 all’inizio del 2007, avrebbe presentato false attestazioni mediche. Fronterrè avrebbe diagnosticato a Setola una malattia relativa all’occhio destro (un foro maculare), di cui il boss non avrebbe mai sofferto.

Il boss stragista Giuseppe Setola

Setola ha in effetti problemi a un occhio, ma a quello sinistro, a causa di un trauma subìto in gioventù. Grazie alla perizia di Fronterrè, il capo dell’ala stragista dei Casalesi riuscì ad ottenere gli arresti domiciliari. A concederli fu la Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere che ‘confinò’ Setola a Pavia, praticamente a due passi dalla clinica Maugeri, dove era primario Fronterrè. Era il 18 gennaio del 2008. Tre mesi dopo ‘o cecato evase, dando l’avvio a un periodo di terrore nel Casertano, culminato nella strage di Castel Volturno del 18 settembre del 2008.