Mario Caiazzo

Nelle scorse ore, a Roma, sono stati messi a segno 19 arresti. L’organizzazione sgominata, che fonda le basi sull’intreccio tra ‘ndrangheta e camorra, nacque negli anni Novanta grazie all’accordo tra Luigi Esposito, legato al clan Licciardi e Michele Senese, boss della provincia di Napoli dislocato nella Capitale dai vertici della Nuova famiglia.

La Procura di Napoli

L’incontro si svolse in una casa di cura. Michele Senese, detto il pazzo, deve a diverse perizie di comodo la sua impunità. La sua carriera criminale, tra carcere vero e proprio, detenzione in ospedali psichiatrici giudiziari e cliniche specializzate, il pazzo, l’avrebbe costruita proprio in base a false attestazioni. ‘Schizofrenia paranoide in disturbo di personalità antisociale e ritardo mentale’, questa la sua diagnosi preferita, avallata da numerose perizie che sarebbero state pagate con denaro sonante. Ristretto (ma è un eufemismo) per tale patologia nell’Ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino è da lì che, scrivono i magistrati, commissiona ai suoi uomini l’omicidio di Giuseppe Carlino. La fortuna di Senese registra la fase discendente quando lo Stato decide di chiudere gli Opg. Aboliti nel 2013 con la riforma Basaglia, verranno ufficialmente chiusi il 31 marzo del 2015.
Sembrano due anni scritti nel destino del pazzo o del finto pazzo (per gli investigatori). Proprio nel 2013, infatti, Michele Senese viene arrestato per l’omicidio Carlino, era irreperibile da mesi. Nel 2015, inoltre, per lui si decide il trasferimento al carcere milanese di Opera, in regime di 41 bis. Da allora non sembra esserci perizia che tenga. Michele Senese è stato soprannominato il pazzo, proprio per sua capacità di farsi beffa dei giudici facendosi riconoscere false attestazioni psichiatriche per evitare il carcere.