L'ospedale Monaldi

Mario Caiazzo

L’intervento del Centro nazionale trapianti, un presunto conflitto di interessi e il mancato invio dei Nas hanno costituito altri spunti per la produzione della querela presentata da Federconsumatori Campania all’autorità giudiziaria. Denuncia prodotta per accendere i riflettori sul caso della sospensione dei trapianti pediatrici all’ospedale Monaldi.
A sottolineare i particolari della vicenda è ancora Rosario Stornaiuolo, presidente di Federconsumatori, nel corpus documentale inviato alla Procura della Repubblica. Per quanto riguarda l’audit, «richiesto proprio da questa associazione – scrive Stornaiuolo – onde chiarire le circostanze nelle quali ebbero a verificarsi i tanti decessi e predisporre i necessari accorgimenti, va precisato che la richiesta d’intervento era stata indirizzata al Ministero della Salute ed al Nucleo di supporto per l’analisi delle disfunzioni e la revisione organizzativa (Sar) del Ministero della Salute».

Eppure fa notare il presidente, ad intervenire è stato il Centro nazionale trapianti nella persona del suo coordinatore dottor Nanni Costa, il quale espletò apposito audit presso l’ospedale Monaldi di Napoli il 15 dicembre del 2016. «Parrebbe, a prima vista, una scelta ragionevole, non fosse per il fatto che il dottor Costa dalla fine del 2013 ha svolto contestualmente in Campania anche il ruolo di coordinatore regionale… Era pertanto evidente che un audit approfondito avrebbe necessitato anche un auto-valutazione del suo stesso operato… Ne consegue a nostro avviso un evidente conflitto d’interesse in violazione dell’articolo 6 bis della Legge 241/1990 e dell’articolo 6 del DPR 62 del 2013».
Altra circostanza di cui Federconsumatori si dice stupita è quella relativa al mancato invio dei Nas (Nuclei antisofisticazione e sanità dell’Arma dei carabinieri) poiché, dichiara Stornaiuolo, «è avvenuto proprio su consiglio del dottor Costa al Ministero, come precisato dallo stesso in sede di Commissione Trasparenza della Regione Campania non avendo ritenuto sussistente l’esigenza di “correttivi di violazione di legge tali da richiedere l’intervento dei Nas”. Tale valutazione aprioristica ex ante lascia davvero perplessi».