Interventi psicoeducativi familiari e di “social skills training”; psicoterapia cognitivo-comportamentale e “cognitive remediation”. Sono questi i quattro punti chiave per affrontare le problematiche di chi soffre di schizofrenia, un disturbo mentale grave, caratterizzato da un esordio acuto o insidioso, che si manifesta spesso in giovane eta’, con un tasso di mortalita’ di 2,5 volte maggiore rispetto a quello della popolazione generale, con un rischio di suicidio intorno al 10 per cento. E’ quanto emerso al congresso nazionale della Societa’ Italiana di Psichiatria Sociale (SIPS), in corso a Napoli. La schizofrenia colpisce 1 persona su 100 e si stima che in Italia circa 300 mila persone siano affette da questo disturbo, per un costo complessivo di 2,7 miliardi di euro, pari a circa il 2,3 per cento dell’intera spesa sanitaria. Un impatto economico dovuto sia ai costi diretti, cioe’ i costi legati alle cure, ai ricoveri e ai servizi residenziali offerti, che a quelli indiretti, tra cui la perdita di produttivita’ dei pazienti e dei loro familiari. Ma con i nuovi approcci terapeutici si potrebbero risparmiare almeno 90 milioni di euro in 5 anni. Approcci che includono sia trattamenti farmacologici (come i farmaci long-acting) che interventi psicosociali, e che consentono di ridurre in maniera sostanziale l’impatto a lungo termine della schizofrenia sulla vita della persona. Infatti, se vengono adottate adeguate strategie terapeutiche, oggi la guarigione dalla schizofrenia e’ ritenuta possibile. Lo dimostrano i risultati del recente studio multicentrico del Network Italiano per la Ricerca sulle Psicosi, coordinato da Maj del Primo Policlinico Universitario di Napoli, pubblicati su World Psychiatry. Ulteriori dati sono in attesa di pubblicazione su JAMA Psychiatry.
“Negli ultimi anni – ha spiegato Andrea Fiorillo, professore associato di Psichiatria all’Universita’ Vanvitelli di Napoli e responsabile scientifico del Congresso – sono stati oggetto di studio alcuni approcci psicosociali volti a migliorare gli stili di vita dei pazienti con schizofrenia, da affiancare alla terapia farmacologica. Infatti, sebbene il trattamento dei disturbi psicotici sia di gran lunga migliorato con l’introduzione dei farmaci antipsicotici di prima e di seconda generazione, alcuni sintomi della schizofrenia sono resistenti al trattamento farmacologico e necessitano di terapie psicosociali in associazione. Si tratta di interventi psicoeducativi familiari; di interventi di ‘social skills training’; di psicoterapia cognitivo-comportamentale e di ‘cognitive remediation'”.
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