Da oltre 10 anni si parla in medicina delle ‘Esperienze Sfavorevoli Infantili’ (ACEs, Adverse. Childhood Experiences) ed e’ confermato che condizionano lo sviluppo se vissute in infanzia e adolescenza. Inoltre, se aumentano le ACEs, aumentano anche i suicidi, i comportamenti violenti, i comportamenti delinquenziali e l’abuso di sostanze. Lo stress agisce su tutto il contesto e determina i cosiddetti comportamenti eccessivi degli adolescenti”. A dirlo e’ Pietro Ferrara, membro della Sip (Societa’ italiana di pediatria) , intervenendo alla presentazione dello studio su ‘La salute mentale degli adolescenti a Roma. “In adolescenza i disturbi hanno caratteristiche liquide- continua il medico- e lo scopo dello studio e’ riformulare il modo di intervenire su certi contesti dove i ragazzi vivono, si incontrano e si scambiano le opinioni. Vogliamo costruire delle comunita’ nutritive dal punto di vista affettivo, sociale, comportamentale e della presa in carico degli adolescenti”. Ferrara riscontra “una grande difficolta nell’identificare l’adolescenza come una fase della vita a se’ stante. L’adolescenza e’ sempre considerata come un intervallo tra il primo e il secondo tempo. Un periodo di attesa e trasformazione. Nella rete viene definita con enfasi negative- evidenzia il medico- come terreno di grandi emozioni o il momento di emersione delle patologie psichiatriche”. Il disagio, continua l’esponente della Sip, “e’ normale in un momento evolutivo. Dobbiamo comprendere invece il passaggio da un disagio evolutivo ad uno neuropsichico vero. Dobbiamo capire- conclude- cosa e’ normale e cosa non lo e'”. 
(fonte: Agenzia Dire)
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