Il declassamento del San Giovanni di Dio di Frattamaggiore, sancito dal piano ospedaliero, e’ inaccettabile. Siamo pronti a mobilitarci, assieme ai sindaci, alle istituzioni e ai cittadini, contro una decisione che mortifica la dignita’ dei professionisti impegnati in questo presidio e mette a serio rischio un diritto costituzionale, quello alla salute“. La Funzione Pubblica Cgil e la Camera del lavoro metropolitana di Napoli lanciano un appello contro quello che viene considerato un vero e proprio ridimensionamento di un ospedale che attualmente serve una popolazione di quasi 450mila persone a Nord di Napoli. La conferenza stampa indetta dal sindacato si e’ svolta in strada, nel piazzale antistante l’ospedale, per la mancata concessione, da parte del direttore sanitario, della sala convegni. Una decisione che ha provocato la protesta dei dirigenti sindacali presenti all’incontro. “Intendiamo – ha detto Giosue’ di Maro, segretario Fp Cgil Napoli e Campania – smascherare le ipocrisie e smentire le false notizie che circolano. Crediamo che ci siano responsabilita’ precise da parte del Commissario alla sanita’ e del Ministero. Il declassamento di questo presidio ospedaliero riduce la dignita’ dei professionisti che vi lavorano e mette a serio rischio il percorso di cura degli utenti che saranno costretti a spostarsi verso altri territori”. “Vogliamo lanciare un grido d’allarme a tutti i sindaci delle citta’ che fanno riferimento a questo presidio – ha aggiunto il segretario generale della Fp Cgil Napoli e Campania, Alfredo Garzi – affinche’ si facciano protagonisti di una iniziativa forte contro la riduzione dell’assistenza sanitaria per la popolazione di questo territorio. Bisognerebbe investire in questo ospedale, piuttosto che depotenziarlo e trasformarlo in un semplice pronto soccorso di base, nonostante ci siano tutte le condizioni per continuare ad avere a Frattamaggiore un Dea, ovvero un Dipartimento di emergenza e accettazione. Continueremo la nostra battaglia per fare il mondo che non venga messo in discussione il sacrosanto diritto di tanti cittadini ad un percorso di assistenza adeguato alle esigenze di tutti”.  “Il sindacato – ha precisato il segretario generale della Cgil di Napoli, Walter Schiavella – fara’ la sua parte a difesa del diritti alla salute in questa Asl e negli altri territori dell’area metropolitana di Napoli e della regione. C’e’ una sanita’ che si racconta e c’e’ una sanita’ reale. La sanita’ che si racconta e’ quella nella quale tutto va bene, la sanita’ reale e’ quella nella quale ogni giorno tutto si regge grazie all’impegno degli operatori, ma ciononostante con un livello continuo di riduzione dei servizi e di declassamento”. “Nel momento in cui ci si trova di fronte ad un abbassamento medio dei livelli di assistenza, come nel caso di questo ospedale, ma come sta accadendo in tante altre parti della citta’ metropolitana, a partire dalla stessa citta’ di Napoli – ha aggiunto Schiavella – l’operatore si trova ad essere in trincea. Per questo insieme alle altre forze sindacali, insieme alle istituzioni metteremo in piedi tutto quello che occorre e che sara’ necessario in termini di confronto e di mobilitazione”. Bruno De Giacomo, coordinatore aziendale Fp Cgil Asl Napoli 2 Nord ha ricordato che il piano ospedaliero, tra l’altro, trasforma l’Unita’ Operativa Complessa Chirurgia ad Unita’ Operativa Semplice, e di fatto “ridimensiona un reparto esistente da anni e caratterizzato da una elevata attivita’ chirurgica con circa mille interventi annui”.

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