Se il Rapporto dell’Unione europea sullo stato di salute nei paesi membri, reso pubblico giovedi’ scorso, promuove il servizio sanitario italiano, per l’indubbio contributo al miglioramento della salute dei cittadini e all’allungamento della speranza di vita, contemporaneamente mette in luce alcune criticita’. Tra queste, emerge “l’aumento dei problemi di sovrappeso e obesita’ infantile, con una diffusione ormai superiore alla media UE”. Un fenomeno definito testualmente nel Rapporto “particolarmente allarmante”, tra i fattori di rischio per la salute pubblica, perche’ “l’obesita’ nell’infanzia e nell’adolescenza rappresentano un forte indicatore delle condizioni di sovrappeso e obesita’ in eta’ adulta”. “Si tratta di un campanello d’allarme – commenta Rinaldo Missaglia, Segretario nazionale del Sindacato medici pediatri di famiglia (SiMPeF) – che deve far riflettere i nostri decisori, sul fondamentale ruolo che il pediatra di libera scelta ricopre nell’economia del nostro sistema sanitario”.

Infatti, come osserva il Segretario nazionale Simpef, il fenomeno del sovrappeso e dell’obesita’ infantile assume una dimensione preoccupante – secondo il Rapporto UE – proprio allo snodo adolescenziale dei quindici anni: 26 per cento di maschi sovrappeso o obesi, al quarto posto in Europa. “Un periodo critico, nel quale il ragazzo rischia di trovarsi in una sorta di ‘limbo assistenziale’, nel quale sta uscendo dalle cure di base fornite dal pediatra di famiglia, per entrare nel mondo sanitario degli adulti, in cui gli dovrebbero essere fornite quelle medesime attenzioni che il sistema garantisce grazie all’assistenza del pediatra di libera scelta. Per questo noi sosteniamo che, almeno nei casi critici come questo, laddove c’e’ un rilevante fattore di rischio cardiovascolare, la copertura pediatrica sia estesa ai diciotto anni”, afferma Missaglia. Una cartina tornasole, che conferma questo aspetto, puo’ essere rappresentata da un’altra osservazione che scaturisce dal Rapporto: le regioni meridionali presentano tassi di sovrappeso e obesita’ infantile particolarmente elevati, soprattutto in Calabria, Campania e Molise superano il 40 per cento.

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