Tutti i pazienti cronici “siano seguiti sul territorio”. A chiederlo sono i medici di base, denunciando tuttavia la mancanza di risorse per il settore. L’occasione e’ il il 34/mo Congresso della societa’ italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), apertosi a Firenze con la partecipazione di 2.500 camici bianchi e l’annuncio della nascita del Manifesto programmatico della medicina di famiglia. Tutti i cittadini colpiti da malattie croniche nel nostro Paese dovrebbero essere a carico della medicina generale, afferma la Simg: “i risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sarebbero consistenti grazie alla riduzione dei ricoveri in ospedale e delle visite specialistiche, ma oggi non e’ cosi’, perche’ solo il 10% di questi pazienti e’ seguito dal medico di famiglia.

 

Gli ostacoli sono rappresentati dai limiti imposti a questi professionisti nella prescrizione dei farmaci innovativi”. In 4 anni (2013-2016) gli investimenti in sanita’ sono diminuiti del 38,4%. E, a farne le spese, e’ stata soprattutto la medicina generale. Un paradosso, se si considera che questo comparto costituisce una delle voci meno pesanti all’interno della spesa sanitaria pubblica. Non solo. Nell’ultimo anno, afferma la Simg, “si e’ ridotto anche il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale che si e’ attestato a 112,6 miliardi di euro”. Il cambiamento, spiegano i medici, e’ tracciato nel primo Manifesto programmatico della Medicina Generale: “L’evoluzione del Ssn e’ inevitabile e la strada da percorrere sara’ indicata nel Manifesto – spiega Claudio Cricelli, presidente Simg -. Il nostro e’ uno dei pochi sistemi sanitari universalistici rimasti nel mondo e non puo’ privarsi di un comparto di cure primarie forte. Il buon funzionamento della medicina generale consente di migliorare l’efficienza di tutto il sistema, liberando l’assistenza specialistica da funzioni improprie. Ma la medicina generale, per mantenere il livello attuale di qualita’ delle cure, deve essere destinataria di piu’ investimenti”.

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