Non solo malattie respiratorie, genitori attenti: i figli dei fumatori hanno anche un aumentato rischio cardiovascolare. E non basta fumare sul terrazzo o areare gli ambienti per proteggerli. A essere “incriminato” infatti non e’ solo il fumo passivo, ma anche quello cosiddetto di “terza mano”, ossia quello – non meno dannoso – originato dai prodotti di combustione sprigionati dalla sigaretta che si deposita sui vestiti, sulle pareti, sui mobili, sugli oggetti e che, a contatto con i gas dell’aria, sprigiona sostanze tossiche che rimangono negli ambienti anche per mesi. Sostanze che vengono inalate o assorbite dall’organismo anche semplicemente attraverso il contatto con la pelle. A indagare gli effetti del fumo di sigaretta passivo sul sistema cardiovascolare nelle popolazioni ad alto rischio come quella pediatrica e’ uno studio italiano pubblicato su Thorax, una delle principali riviste di medicina respiratoria al mondo, condotto dai Dipartimenti di Medicina interna e di Pediatria e Neuropsichiatria della Universita’ di Roma “Sapienza”. I risultati vengono presentati al Congresso della Societa’ Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) che e’ in programma sino al 19 maggio. “Stiamo parlando di effetti a lungo termine”, precisa il professore Lorenzo Loffredo, professore aggregato del Dipartimento di Medicina Interna alla “Sapienza” e primo autore dello studio con Anna Maria Zicari, professoressa aggregata di Pediatria presso l’Universita’ “Sapienza” di Roma.

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