L'ospedale San Paolo di Fuorigrotta

Mario Caiazzo

«C’è chi ci chiama per farsi fare la spesa, chi invece in maniera precauzionale, c’è addirittura chi ci chiede di cambiare il pannolone sporco a una paziente, e al diniego dell’operatrice, va in escandescenze e quasi non le mette le mani addosso». Accadono di queste cose a medici e infermieri del 118, a parlare è un camice bianco del servizio di emergenza di Napoli che racconta di quanto avvenuto durante le scorse ore presso la postazione San Paolo. La chiamata arriva nella notte a cavallo tra sabato e domenica per una paziente con cefalea e vertigini. La telefonata viene effettuata da un appartamento in Viale Maria Bakunin a Fuorigrotta. In quattro minuti gli operatori si recano sul posto. Finalmente si sta per far accomodare la paziente a bordo della lettiga per farla salire sull’ambulanza e accompagnarla al pronto soccorso dell’ospedale più vicino. Ma il figlio della donna si accorge che quest’ultima ha il pannolone sporco. Rivolgendosi alla dottoressa intervenuta, le chiede (ma è un eufemismo, piuttosto le intima) che si occupi di ripulire e cambiare il pannolone alla paziente. La dottoressa si rifiuta, spiegando che non è di sua competenza.

A questo punto, però, viene aggredita verbalmente e per poco non le vengono messe le mani addosso. Dopo la sfiorata aggressione, si può partire finalmente alla volta del pronto soccorso, dove la paziente accede con codice verde (si tratta di un’urgenza minore). La donna viene sottoposta a una tac che risulta negativa, per lei permane soltanto la sindrome ‘vertiginosa’. Molto più ‘traumatizzata’ sarà forse la dottoressa intervenuta, che ha rischiato di prenderle. «La situazione è grave. Oramai non ci sorprende più sapere che un collega è stato aggredito, quello che resta è solo un senso di terrore ogni volta che timbriamo il badge, ogni volta che sentiamo quel ‘beep’ pensiamo sempre: speriamo che non mi succeda niente oggi», è scritto in un documento che porta in calce la sigla dei Medici del 118 di Napoli.