Telecamere sulle ambulanze. Ne ha deciso l’acquisto Mario Forlenza, direttore generale della Asl Napoli 1 centro, dopo la vicenda dell’ambulanza sequestrata nella notte di ieri mentre sostava davanti all’Ospedale Vecchio Pellegrini, centro di Napoli, per soccorrere un centauro morto. La delibera prevede l’acquisto di “dash cam” ossia telecamere che riprendono tutto quello che avviene attorno al mezzo di soccorso e in aggiunta di dotare il personale di “Body cam” che vengono applicate in corrispondenza dei taschini degli operatori, utili in particolare nelle aggressioni personali. “Il gravissimo episodio dell’ambulanza sequestrata domenica mentre stazionava davanti all’Ospedale Pellegrini per un intervento di emergenza – dice  – dimostra che e’ piu’ che mai utile intervenire”. Da direttore della Asl Napoli 1 Centro, Forlenza ha gia’ dato disposizioni ai responsabili delle strutture – Provveditorato e centrale operativa territoriale 118 – per avviare le procedure per l’acquisto di tali dispositivi nel rispetto rigoroso delle norme sulla privacy. “Come Asl ci costituiremo parte civile – annuncia – in tutti i procedimenti penali avviati a seguito di aggressioni a danno di operatori o danneggiamenti a mezzi e strutture aziendali”.  Forlenza aveva gia’ chiesto di poter mettere al centro di un Comitato per l’ordine e la sicurezza il tema delle aggressioni al personale medico e paramedico delle ambulanze e nei pronto soccorso della citta’. “A fronte delle numerose aggressioni subite si e’ potuto presentare solo una denuncia contro ignoti – sottolinea – ecco perche’ ho proposto di attrezzare le ambulanze con body cam e dash cam”. Una proposta di cui, fa sapere, ha giu’ parlato con il questore di Napoli, Antonio De Iesu e il prefetto Carmela Pagano. “Con le telecamere – evidenza Forlenza – l’identificazione personale, da parte delle forze dell’ordine, sara’ sicuramente agevolata con il perseguimento degli eventuali responsabili di tali gravi episodi. Lancio un appello a tutti i napoletani – conclude – affinche’ solidarizzino e difendano, laddove fosse necessario, gli operatori sanitari nell’adempimento del loro lavoro”.

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