Infermieri divisi. Di fronte allo sciopero di domani, indetto da Nursind e Nursing Up, gli infermieri della Fp Cgil saranno regolarmente al lavoro, e in un manifesto pubblicato sulla pagine Facebook del sindacato spiegano le ragioni della loro mancata adesione allo stop del 23 febbraio. “Noi – rivendicano – abbiamo partecipato allo sciopero (riuscitissimo) dei dipendenti pubblici in tutte le regioni italiane nell’aprile 2016. L’obiettivo era, ancora una volta, il nuovo contratto. Con noi Cisl e Uil. Altri dormivano”.

“Noi siamo riusciti a firmare l’accordo quadro con il governo il 30 novembre 2016, con Cisl e Uil, per avviare il percorso di rinnovo del contratto nazionale. Da allora tutti sanno che il costo contrattuale sarà di 85 euro medi mensili, 1.105 euro annui. Dopo quasi 10 anni non si poteva più aspettare. Altri continuavano a dormire. Noi – rivendicano nel manifesto – il 5 febbraio 2018 siamo scesi ancora in piazza con Cisl e Uil per difendere gli 85 euro. Altri dormivano. Noi non raccontiamo balle sugli arretrati. Vi hanno promesso 4.000 euro pur sapendo che la Corte Costituzionale ha dichiarato inesigibili gli arretrati prima del 2016. Si sarebbe dovuto partecipare alla mobilitazione contro il blocco del contratto nazionale nel 2010 e nel 2011. Eravamo in piazza noi da soli”

E ancora: “Noi siamo impegnati a riconquistare un contratto nazionale scippato per quasi dieci anni da norme di legge (a partire dalla cosiddetta Brunetta), contro le quali ci siamo trovati in piazza quasi sempre da soli. Altri dormivano. Noi siamo seduti al tavolo negoziale per ri-ottenere il contratto. Altre sigle si sono sedute allo stesso tavolo dichiarando che non avrebbero mai firmato. Noi, dopo 10 anni di blocco contrattuale, chiediamo che tutta la parte economica disponibile sia utilizzata per incrementare il minimo tabellare, al fine di aumentare davvero gli stipendi a tutti”.

Se ci saranno le condizioni “firmeremo il nuovo contratto nazionale. Noi siamo certi che i contratti devono tenere insieme i lavoratori perché solo uniti siamo più forti. Le rendite professionali sono una illusione che vale per un solo attimo. Chiedere un contratto separato per i soli infermieri vuol dire indebolirli, non renderli più forti. I numeri contano! Noi – conclude il manifesto – vogliamo fare sindacato, rappresentare e tutelare lavoratrici e lavoratori. Vogliamo riconoscere ad ognuno il proprio ruolo nel percorso di cura e di prevenzione. Vogliamo fare gli infermieri guardando al domani, il medioevo delle caste corporative non ci interessa e indebolisce la nostra forza contrattuale”.

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